Il turismo “altro” nel pensiero di Giuseppe Ruggeri

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di Filippo Grasso*

Il “Giardino incantato” narrato da Giuseppe Ruggeri nel suo volumetto “Mirabilie di Sicilia “ ci spinge a guardare le bellezze della Sicilia con gli occhi di un viaggiatore meravigliato, incantato di fronte a tanto genio creativo che offre l’Isola e sa ancora oggi esprimere.

Gli arabi definirono la Sicilia “il paradiso in terra”, Federico II invece si esprimeva: “non invidio a Dio il paradiso perché sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia”, Goethe invece: “ è in Sicilia che si trova la chiave di tutto”.

A pensarci bene e’ doveroso dire che due luoghi storici, in Sicilia, sono tra le mete turistiche gettonate dai viaggiatori stranieri e non solo: Palermo e Montalbano Elicona. Luoghi a forte connotazione urbana, l’una araba e l’altra federiciana. A pensarci bene, da un’attenta lettura del volumetto, Giuseppe Ruggeri collega il suo racconto, lungo un percorso letterario che copre le 9 provincie siciliane, i cui territori, essendo spazi fisici di incantevoli e smisurate ricchezze di patrimonio culturale, materiale ed immateriale, rappresentano i due asset prioritari per l’attrattività turistica: l’unicità e l’identità.

Giuseppe racconta la Sicilia di Sciascia, di Bufalino, di Tomasi di Lampedusa, di Consolo, di D’Arrigo, solo per citarne alcuni, non estrapolandoli dal contesto territoriale cui i singoli scrittori sono vissuti. E’ in fondo un viaggio ideale, di prossimità, a cui, l’Autore del testo ci invita con animo sereno a guardare “oltre”, ad entrare nell’anima della comunità locale, per addentrarci nel magico mondo descritto nella parte del testo che riguarda per esempio la Villa Piccolo di Capo d’Orlando.

E che dire del cuore della cultura barocca, del Sud Est Siciliano, dei luoghi amati dai viaggiatori del Grand Tour!

A buona ragione possiamo definire la Sicilia la “Madre del Turismo”. In Sicilia abbiamo tutto. Non ci manca nulla. Ci manca solo la “mostruosa“ consapevolezza di fare sistema, di fare rete, per far prosperare sempre più questa nostra terra, isola di Sicilia, baciata da Dio e dipinta dagli angeli, per consegnarla intatta un giorno ai nostri figli.

La Sicilia, scrive Giuseppe Ruggeri, “ è la patria d’immense genialità creative”. E qui, da quei luoghi culturali illustrati, nati idealmente per un possibile percorso turistico-culturale, il testo si spinge oltre: le meraviglie di Sicilia si fermano non solo al mare ed ai monti, da cui l’Isola è circondata, ma sul ricco patrimonio di acque curative, le cui terme siciliane sono numerose e particolarmente benefiche per il benessere dei viaggiatori e dei siciliani stessi. Già conosciute e descritte da Diodoro Siculo, le fonti termali sono un’ottima occasione per ripensare, in ottica di pianificazione strategica, alle politiche turistiche sanitarie (turismo sanitario). Giuseppe, nel testo racconta di un “lembo di Sicilia, Sciacca”, famosa in tutto il mondo per le terme e per la presenza delle “grotte vaporose”, dette anche Stufe di San Calogero, note per le proprietà miracolose. E Come non ricordare la terra infernale e paludosa di Vulcano, evocata nel racconto come un ricordo “mostruoso ed dantesco”?. Si stima, che nel turismo sanitario il trend muove almeno nove milioni di turisti in cerca di cure di qualità o a volte solo più economiche, senza disdegnare la possibilità di alloggiare durante il periodo di assistenza in un luogo con interesse storico, culturale o con bellezze naturali. La nostra Sicilia possiede inoltre strutture sanitarie, come per esempio il Villaggio Kikki di Modica, un resort senza barriere, completamente attrezzato per accogliere persone e gruppi con esigenze motorie ‘speciali’, o altre strutture adatte, in cui si utilizza la “tovaglietta dei segni” per una facile comprensione comunicativa tra ospite-ospitante.

Le Città, il viaggio, la cura del corpo, sono gli elementi che costituiscono il turismo sanitario in Sicilia, possibile di un serio e appassionato progetto culturale di incoming turistico straniero.

In conclusione “il territorio coincide con il concetto di appartenenza che non significa limitazione ma profondità. La prossimità é quello spazio di relazione che spesso si ha difficoltà a conoscere/incontrare perché, erroneamente si considera impegnativo o banale. È un paradosso, ma é così. Ció che hai vicino, che magari tocchi con mano giornalmente, è un mondo che parla di storia e di bellezza. E poiché è a tua disposizione l’approfondimento lo rimandi ad un tempo determinato. Nel frattempo vai alla ricerca di cose, forse impossibili, forse straordinarie, forse bellissime, ma non sono tue mai. Come lo sono le cose a te prossime che ti appartengono o a cui tu appartieni. La prossimità è la famosa cerniera che ti consente di aprirti al profondo e cerchi, invece la porta lontana.” (R.Terranova,2020).

Mirabilie di Sicilia è tutto questo: poesia, storytelling, mito, arte.

*esperto di turismo, Università di Messina


Prof. Filippo Grasso.

Esperto di turismo. Docente universitario di Analisi di mercato nei corsi di laurea in Scienze del Turismo dell’Università di Messina. Si occupa, nell’ambito degli studi scientifici, di problematiche relative al governo delle politiche turistiche territoriali. Attualmente è Consulente al turismo del Presidente nazionale delle Pro Loco d’Italia, Unpli, Roma, ed è Delegato del Rettore dell’Ateneo di Messina per “le iniziative scientifiche nel settore del turismo”. E’ esperto scientifico presso il Miur. Già Consulente al Turismo presso il competente Assessorato della Regione Sicilia e in alcuni Comuni Siciliani (Messina, Brolo, Montalbano Elicona).

Attualmente è componente del tavolo tecnico sul turismo presso il Comune di Sant’Alessio Siculo (Me).

E’ stato direttore del master universitario biennale in apprendistato “esperto in management delle strutture alberghiere, agenti di viaggi e tour operator”, Regione Sicilia Assessorato alla Formazione e Università di Messina.

E’ Vicepresidente del Consorzio Messina Tourism Bureau (Università di Messina, Comune di Messina, Città metropolitana di Messina). È responsabile scientifico e coordinatore dei seminari universitari di formazione ed aggiornamento per operatori turistici e cultori di discipline turistiche. relatore invitato in diversi convegni ed incontri sulle tematiche relative alla governance dei sistemi turistici locali. E’ socio fondatore della SIMTUR (Società Italiana professionisti mobilità dolce e turismo sostenibile), sede in Roma.

E’ componente dell’equipe della diocesi di Messina della pastorale del turismo e componente, per parte universitaria, il tavolo di lavoro di lavoro della “Ciclovia della Magna Grecia”, istituita presso la Regione Siciliana. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali e internazionali. E’ autore del libro “Turismo: governare il territorio, gestire le risorse, promuovere la destinazione” (Maurfix Editore, Roma, 2018) è coautore del volume “Diritto e pratica del turismo”, (Maurfix, Roma 2019). Inoltre è curatore e coautore del libro “Nuovi itinerari escursionistici per un turismo lento e sostenibile: l’anello del Nisi”. Edas, Messina 2019. In atto sta curando con altri colleghi il libro “Tourism economics and economic growth. Mediterranean countries” in uscita nel 2020 per i tipi di una casa editrice inglese.