Malattie oncologiche e pandemia: una difficile convivenza

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di Giuseppe Ruggeri

Il tumore maligno al seno ha ormai raggiunto il primato assoluto per incidenza, attestandosi come il tumore più frequente in Italia. Nel 2019, 53.000 donne italiane hanno ricevuto questa diagnosi, con un trend di crescita di +0,3 per cento rispetto all’anno precedente. A quest’aumento corrisponde tuttavia una riduzione dell’indice di mortalità grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce della malattia. Tecniche altamente innovative (ecografia con elastosonografia, mammografia in 3D con tomosintesi o con mdc, risonanza magnetica mammaria) permettono d’individuare lesioni anche millimetriche abbattendo “ab initio” il rischio di crescita e diffusione sistemica. Sicché ammonta a circa l’80 per cento la percentuale dei tumori al seno che oggi garantiscono fino a 10 anni di sopravvivenza.

Malgrado tutto questo, sono ancora 3.000 le donne che scoprono di essere affette da un tumore al seno metastatico al primo controllo diagnostico, mentre ben1.500 casi di tumore al seno già diagnosticati diventano metastatici. Le 37.000 donne che oggi convivono con un tumore al seno metastatico necessitano, pertanto, di percorsi clinici facilitati. Questi i provvedimenti ritenuti necessari e urgenti per le pazienti: 1) un percorso di cura e assistenza specifico in tutti i Centri senologici (Breast Unit); 2) una corsia preferenziale per controlli ed esami, tempi di attesa ridotti e rapida consegna degli esiti; 3) la disponibilità dei diversi specialisti necessari; 4) il supporto costante e qualificato dello psico-oncologo per paziente e caregiver; 5) l’informazione sulle sperimentazioni e accesso agevolato ai trials clinici disponibili; 6) il rapido accertamento dell’invalidità civile e delle inabilità correlate.

Ai fini di una sempre più mirata e puntuale tutela delle pazienti, il movimento di advocacy Europa Donna Italia si è incontrato il 10 ottobre nella Camera dei Deputati con il sottosegretario del Ministero della Salute Sandra Zampa. L’impegno delle istituzioni è di istituire entro il 2020 la “Giornata del Tumore al Seno Metastatico”, da celebrarsi il 13 ottobre di ogni anno.

In direzione di una sempre più precoce individuazione della malattia e dell’assistenza “a tappeto” delle circa 800.000 donne italiane con vissuto di cancro al seno attraverso un approccio umano e personalizzato e l’implementazione delle risorse da dedicarsi ai Breast Unit, svolge la sua preziosa attività anche la Lega Italiana Lotta contro i Tumori. Compito

particolarmente delicato e difficile, specie in epoca di pandemia da Covid-19.

“In generale” afferma infatti Pietro Spadaro, primario oncologo presso Casa di Cura “Villa Salus” di Messina e presidente L.I.L.T. sezione Messina “i pazienti oncologici hanno il rischio triplicato di contrarre la malattia da Covid-19, e ciò li ha allontanati sia dai controlli che dalle terapie. Inoltre, durante il lockdown, in 3 mesi sono stati erogati circa un milione di esami diagnostici in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, e ciò si è tradotto in circa 2.000 diagnosi in meno di tumori mammari e 600 tumori in meno del colon-retto e addirittura 4.000 adenomi, che sono lesioni precancerose, in meno sempre del colon-retto. Numeri tutt’altro che trascurabili. Anche la sperimentazione clinica ha subito un arresto. Il direttore del National Cancer Center N.E. Sharpless ha recentemente ipotizzato sulla rivista Science che negli USA ci saranno circa 10.000 decessi in più nei prossimi 10 anni solo per il carcinoma mammario e quello del colon retto. In Italia il calcolo è più difficile in quanto sia i lockdown regionali sono stati a macchia di leopardo anche se comunque, e per fortuna, non si è bloccato tutto in maniera diffusa. Ma i pazienti oncologici ne hanno risentito maggiormente trattandosi di soggetti fragili rispetto al resto della popolazione”.

Attenzione al Covid, dunque, ma soprattutto attenzione a trasformare questa pandemia in una strage d’innocenti. E le pazienti con tumore al seno metastatico sono tra questi.