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Educazione civica e salute bene comune “caso esemplare di sussidiarietà circolare”

Educazione civica e salute bene comune “caso esemplare di sussidiarietà circolare”

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Nel webinar dedicato all’approccio One Health master class dell’economista Stefano Zamagni relazione della sociologa Anna Rosa Favretto testimonianze del primario Margherita Ferrante e del Social Innovation Manager Giada Li Calzi. L’iniziativa di Ufficio Scolastico e Rete Civica Salute proseguirà il I marzo con il seminario sull’Ambiente.

È un susseguirsi di provocazioni intellettuali il secondo dei quattro webinar realizzati nell’ambito dell’accordo di collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Rete Civica della Salute e Conferenza dei Comitati Consultivi delle aziende sanitarie.

Dedicato all’approccio “One health” va al cuore dell’iniziativa che legge la trasversalità dell’insegnamento dell’Educazione Civica attraverso il valore della salute come “bene comune”, bene cioè «né solo pubblico né solo privato», come sottolinea nella sua master class l’economista Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ma piuttosto «bene che si raggiunge, si gestisce, si protegge solo se Stato, Mercato e Comunità operano insieme, “pari merito” e a supporto reciproco».

Ispira riflessioni ben oltre il tempo chiuso del seminario l’intervento dello studioso che si incarica, tra l’altro, di superare l’acquiescenza con cui, pur adottando quotidianamente parole e significati, spesso non si da loro peso e senso propri e profondi. Si va dalla “scoperta” che il concetto di sussidiarietà origina nel 1200, quando ci si pose il tema della migliore gestione delle città, alla constatazione che non in pandemia stiamo vivendo, ma in sindemia, ovvero l’incrociarsi di Covid, povertà ed emergenza ambientale, così che il virus non appaia più l’unico “colpevole”;  si va dall’appello per la “conazione”, che vuol dire mettere la conoscenza al servizio dell’azione, come indicò 2400 anni fa Aristotele, alla lezione che viene dal premio Nobel per l’economia Angus Deaton, al quale si deve la ricerca sui “Morti per disperazione” negli Stati Uniti, il Paese con la migliore Sanità al mondo.

Zamagni inanella una serie di considerazioni sul valore della collaborazione di cui il webinar è uno dei risultati. E la sua voce suona forte quando afferma l’opportunità di rendere noto al Governo nazionale l’esperimento in corso in Sicilia, perché «sarebbe bene che venisse preso a modello».

Carrellata tra i saperi, la master class di Zamagni basta da sola a spiegare cosa significhi ragionare senza chiusure. «La collaborazione tra Ufficio Scolastico, Rete Civica della Salute e Conferenza dei Comitati consultivi delle aziende sanitarie, questa iniziativa a cui sono felice di prendere parte – conclude – è un caso esemplare di sussidiarietà circolare. E spero che proseguiate in questa direzione, nella convergenza tra istruzione ed educazione, tra saperi ed esperienza, tra visioni e mondi che esclusivamente nel pensare e fare insieme possono dare il migliore contributo al futuro».  

Convergenza d’altronde è la parola su cui convergono tutte le relazioni del webinar. Non per caso. Pur da diversi punti di vista, e ciascuna con il proprio ricco bagaglio di competenze, Anna Rosa Favretto, sociologa dell’Università di Torino, Margherita Ferrante, ordinario di Igiene generale e applicata dell’Università di Catania, e Giada Li Calzi, Social Innovation Manager dell’Irccs G. Gaslini di Genova, raccontano tutte cosa significhi, in concreto, “One Health”, la salute in una visione unitaria. E con quanto peso impatti questa visione nei sistemi organizzati della vita collettiva. Fino a sottolineare, in spietata sintesi, che si possono avere i medici, gli infermieri, i servizi, i prodotti migliori, ma se si vive in un “mondo malato” sarà questo “mondo malato” a farci ammalare.

Una consapevolezza la cui diffusione, «soprattutto ma non soltanto» nelle giovani generazioni, è il primario obiettivo delle azioni ideate da Ufficio Scolastico e Rete Civica. Al di là delle singole tematiche che i diversi webinar approfondiscono, infatti, il sottotesto dell’operazione – come si evince dalla conduzione a cura di Pieremilio Vasta, ideatore e coordinatore della Rete Civica della Salute, e di Bernardo Moschella, dirigente USR Sicilia – è una “chiamata pubblica” alla responsabilità, alla passione e allo spirito civico. E quindi al protagonismo di ciascuno, nelle aule come nei municipi, nelle piazze come nei laboratori, affinché di questo irrinunciabile bene comune ci si faccia tutti carico.

A partire dalla tutela dell’ambiente, né potrebbe essere diversamente. Tema su cui si focalizza il terzo webinar. In agenda per il I marzo alle ore 15, il seminario vedrà relatori Giuseppe Pollicino, Presidenza Regione Siciliana, Felice Cavallaro, presidente “Strada degli Scrittori”, giornalista, Valentina Caminneci, archeologa, Salvatore Cocina, dirigente generale Dipartimento Protezione Civile Regione Siciliana, Antonino Lo Brutto, esperto di politiche attive per l’ambiente e coordinatore provinciale RCS di Agrigento. Testimonial d’eccezione saranno Giuseppe Mazzotta, WWF Sicilia Area Mediterranea, Manuela Leone, CEO New Circular Solutions, Tommaso Castronovo, Legambiente Sicilia, Gero La Rocca, amministratore unico di Ecoface Industy s.r.l., presidente Giovani Imprenditori Confindustria Sicilia.

Il ciclo si concluderà quindi giorno 9 marzo, sempre con inizio alle ore 15, con l’incontro dedicato ad un tema trasversale per definizione, la comunicazione. Curato da Iria Cogliani, Alessia Cotroneo e Giuseppe D’Avella (iTAM srl, Parliament Watch Italia), il webinar registrerà le testimonianze di Salvatore Gullotta, coordinatore provinciale RCS Catania, medico di famiglia, Paolo Rugolo, coordinatore provinciale RCS Palermo, avvocato, Giuseppe Adernò, Riferimento Civico della Salute, dirigente scolastico emerito, Presidente Unione Cattolica Stampa Italiana, sezione di Catania. Ma non è tutto. Il 9 marzo infatti ci si ritroverà nell’aula virtuale per trarre pubblicamente le conclusioni di questo ciclo di preparazione al fine di organizzare gli incontri in presenza con gli studenti dei 249 istituti di II grado della Sicilia.