Giornata del ricordo delle vittime delle foibe
Data:
16 Febbraio 2025
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di Angelo Petrungaro
Organizzata dal Comune di Messina (Sindaco Dott. Federico Basile), dalla Prefettura (Prefetto Dott.ssa Cosima Di Stani) e dall’Associazione Nazionale Congiunti delle vittime delle Foibe (Presidente Prof.ssa Maria Cacciola Briguglio) si è celebrata a Messina la ricorrenza della Giornata del Ricordo (10 Febbraio) alla presenza di autorità militari e civili della Città dello Stretto tra cui il Gr. Uff. Dr. Angelo Petrungaro Presidente della Sezione Provinciale di Messina dell’Associazione Nazionale della Sanità Militare Italiana (ANSMI), il Gen. B. Giuseppe Briguglio Presidente della locale UNUCI e il Dott. Leon Zingales Provveditore agli Studi. E’ stata deposta una corona d’alloro alla Colonna Votiva Crocifera che si trova in Piazza “Martiri delle Foibe”.
A seguire, la cerimonia si è spostata a Santa Teresa di Riva presso Villa Ragno dove era presente una numerosa rappresentanza di studenti delle Scuole superiori insieme ad autorità civili, militari e scolastiche della località ionica.
Per comprendere a pieno la Storia delle Foibe bisogna risalire all’oblio dei fatti accaduti dopo l’8 Settembre 1943 nella Venezia Giulia e in Dalmazia, oblio che ha riguardato non solo le vittime delle Foibe, ma anche l’esodo di 350.000 Italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia a causa delle inenarrabili atrocità compiute dai comunisti di Tito su quelle terre.
Un bell’esempio di amore verso la propria terra, l’Italia, è la risposta che l’attrice Alida Valle diede ai “nuovi padroni” quando le offrirono la cittadinanza onoraria di Pola come artista croata: “Sono nata italiana e voglio morire italiana. Scrivetelo sulla mia tomba”.
Nelle voragini naturali del Carso che i geologi chiamano foibe, vennero precipitati migliaia di Italiani, uomini, donne, bambini, militari, civili, giovani, vecchi, colpevoli solo di essere Italiani e perciò latini. Tutto in conseguenza dello sciagurato accordo del 6 Febbraio 1945 stipulato a Yalta fra Inglesi, Americani e Sovietici. Quando le bande comuniste di Tito scesero nella Venezia Giulia fu ammainato il Tricolore. Era il 10 Febbraio 1947, data in cui l’Italia firmava a Parigi il Trattato di Pace le cui condizioni, imposte dagli Alleati, sul piano territoriale.
L’uso delle foibe è stato frutto di una lucida strategia: seminare il terrore per costringere gli Italiani a lasciare quelle terre che il Nazionalismo slavo voleva come proprie.
Nel ricordare le vittime delle Foibe si esprime il rammarico per il fatto che ancora oggi in Italia si continui a parlare poco, anzi pochissimo, di Foibe, al contrario di quanto molto si parli di altri fatti. Ma la Storia è per “omnia ad perpetuam rei memoriam”. Infatti oggi la verità sulle Foibe, finora taciuta, vuoi per governativa imposizione, vuoi per ideologica viltà, si sta facendo strada. Il tempo è galantuomo, dice la saggezza popolare:
“… d’antichi fatti / certo udisti suonar dell’Ellesponto / i liti e la marea mugghiar portando / alle prode retee l’armi d’Achille / sovra l’ossa d’Aiace” dice il poeta all’amico Pindemonte.
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Ultimo aggiornamento
15 Febbraio 2025, 09:59
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