Psoriasi pustolosa generalizzata (GPP), Aifa approva spesolimab

Data:
16 Febbraio 2025

Psoriasi pustolosa generalizzata (GPP), Aifa approva spesolimab

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Diagnosi tardive, quando non mancate, dovute al difficile riconoscimento di forme sfumate, che rallentano l’accesso al percorso di cura; assenza, fino ad oggi, di terapie innovative specifiche. Sono le principali aree di criticità intorno alla psoriasi pustolosa generalizzata (Generalized Pustular Psoriasis – GPP), grave malattia rara e cronica della pelle, potenzialmente pericolosa per la vita a causa delle complicanze che può provocare se non trattata adeguatamente.
La lunga attesa degli specialisti e dei pazienti di un farmaco innovativo mirato per la GPP è finalmente terminata: l’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato (con Determina del 19 dicembre 2024 n. 787/2024, pubblicata in GU Serie generale n.298 del 20-12-2024) l’immissione in commercio per uso ospedaliero e la rimborsabilità di spesolimab (Spevigo®) di Boehringer Ingelheim, indicato in monoterapia per il trattamento delle riacutizzazioni (flare) della GPP negli adulti e negli adolescenti sopra i 12 anni di età.
L’arrivo di questa importante innovazione terapeutica potrebbe cambiare, insieme ad una diagnosi certa e precoce, la qualità di vita dei pazienti affetti da GPP, malattia segnata da un decorso clinico eterogeneo e imprevedibile di cui ancora non si conoscono i meccanismi patogenetici, ma che in molti casi è dovuta ad alterazioni del sistema immunitario, in particolare all’eccessiva attivazione della via pro-infiammatoria dell’interleuchina 36 (IL36R), che genera una esagerata risposta infiammatoria da parte delle cellule cutanee.
La psoriasi pustolosa generalizzata rappresenta meno dell’1% di tutti i casi di psoriasi; più comune nelle donne, si presenta tra i 50 e i 60 anni e la sua incidenza è di circa 50 nuovi casi l’anno. Essendo assimilabile ad altre forme di psoriasi e malattie cutanee, risulta essere sottostimata e sottodiagnosticata.
“La GPP si manifesta con un’eruzione diffusa di pustole sterili su base eritematosa che si associa talora a sintomi sistemici quali dolore, febbre, malessere generale, affaticamento e manifestazioni extracutanee (colestasi, artrite). Queste improvvise acutizzazioni sono chiamate “flare” e, se non riconosciute e trattate tempestivamente, possono portare ad un aggravamento della condizione clinica e in rari casi a decesso – dichiara Francesco Cusano, Past President ADOI – Associazione Dermatologi-venereologi Ospedalieri Italiani e della sanità pubblica – La diagnosi precoce è importante perché la patologia è altamente impattante sulla vita dei pazienti e il suo andamento clinico rischia di andare fuori controllo se non si interviene tempestivamente con terapie corrette. Fondamentale la diagnosi differenziale, che però è molto difficile perché la GPP si può manifestare con espressioni eterogenee, la cui variabilità è accentuata da eventuali trattamenti non specifici pregressi”.
Spesolimab è un farmaco biologico, un anticorpo monoclonale umanizzato del tipo immunoglobulina G1 (IgG1) antagonista del recettore umano dell’interleuchina 36R (IL36R), di cui blocca la segnalazione. Il legame di spesolimab con IL36R impedisce l’attivazione successiva da parte dei suoi ligandi (IL36 alfa, beta e gamma) e l’attivazione a valle di vie pro-infiammatorie. L’efficacia e la sicurezza di spesolimab sono state valutate dallo studio randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo EFFISAYL 1. L’end point primario dello studio era la percentuale di pazienti con sottopunteggio GPPGA relativo alle pustole pari a 0 (indicatore di assenza di pustole visibili) alla settimana 1 dopo il trattamento infusionale, raggiunto quando si osservava una differenza statisticamente significativa tra il risultato nel braccio trattato con spesolimab rispetto a quello nel braccio in placebo.
“La scoperta del ruolo centrale del pathway dell’IL-36 nella GPP ha favorito la ricerca di inibitori di questo meccanismo patogenetico e recentemente è stato sviluppato l’anticorpo monoclonale IgG1 umanizzato spesolimab, in grado di legare specificamente l’IL-36R con elevata affinità e di inibire la trasmissione del segnale da parte degli agonisti dell’IL-36R – spiega Maria Concetta Fargnoli, Vice Presidente SIDeMaST – Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse – La sicurezza ed efficacia di spesolimab sono state analizzate nello studio Effisayl 1, studio di fase II, multicentrico, in doppio cieco, controllato con placebo, che ha mostrato un rapido controllo delle manifestazioni cutanee entro una settimana dal trattamento. La prevenzione delle riacutizzazioni della GPP con un trattamento efficace e ben tollerato coprirebbe un bisogno altamente insoddisfatto, riducendo l’impatto delle comorbidità e della mortalità associata”.
Oltre ai sintomi cutanei la GPP spesso si accompagna a sintomi sistemici, quali febbre, fatigue, mal di testa, malessere generale e dolore importante. La rarità della patologia, il corredo sintomatologico e il decorso imprevedibile, il notevole ritardo diagnostico, la difficoltà di accedere ai farmaci e l’inadeguatezza delle terapie fino ad oggi impiegate, sono tutti fattori che favoriscono complicanze renali, epatiche, l’insufficienza cardiorespiratoria sino alla sepsi. Un quadro che rende veramente pesante e insostenibile la vita dei pazienti colpiti da psoriasi pustolosa generalizzata.

Ultimo aggiornamento

15 Febbraio 2025, 09:54