La terapia genica restituisce l’udito a un bambino sordo dalla nascita: un successo italo-americano
Data:
14 Agosto 2025
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Un bambino di 11 anni, sordo dalla nascita a causa di una rara mutazione genetica, ha recuperato in parte l’udito grazie a una terapia genica sperimentale realizzata negli Stati Uniti con una tecnologia sviluppata in Italia. Il trattamento è avvenuto al prestigioso Children’s Hospital di Philadelphia, ma la tecnica alla base dell’intervento è frutto del lavoro del professor Alberto Auricchio e del suo team presso l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Pozzuoli, vicino Napoli.
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Il piccolo Aissam Dam soffriva di una sordità causata da una mutazione nel gene OTOF, che produce una proteina chiamata otoferlina, fondamentale per l’udito. Questo gene è troppo grande per essere trasportato con i metodi tradizionali della terapia genica. Il team italiano ha quindi sviluppato un metodo innovativo chiamato Dual Hybrid, che consente di dividere il gene in due parti e inserirle in due vettori virali separati. Una volta nelle cellule dell’orecchio, le due metà si ricompongono per permettere la produzione della proteina mancante.
Grazie a questa tecnica, applicata per la prima volta in un essere umano, il bambino ha iniziato a sentire suoni come la voce del padre, il rumore delle auto o il taglio delle forbici dal parrucchiere. Dopo quattro mesi, l’udito del ragazzo è migliorato da una sordità totale a un lieve deficit uditivo in un orecchio. I risultati sono stati sorprendenti: in alcune frequenze, il recupero è stato totale già entro un mese dalla terapia, e non si sono registrati effetti collaterali gravi.
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Il sistema Dual Hybrid, su cui Auricchio lavora da oltre dieci anni con il supporto di Telethon e del Consiglio Europeo della Ricerca, era stato originariamente progettato per curare malattie ereditarie della vista, come la retinite pigmentosa e la sindrome di Usher, che causano cecità e sordità. Proprio per questa sindrome, è in preparazione un altro studio clinico presso l’Ospedale Federico II di Napoli, in attesa dell’approvazione dell’AIFA.
Questa innovazione dimostra che è possibile superare uno dei limiti principali della terapia genica: la difficoltà di trasportare geni molto grandi. Inoltre, il successo del trattamento ha attirato l’interesse di aziende biotecnologiche come Akous (controllata da Eli Lilly), che ha acquisito la licenza della tecnologia e ha avviato collaborazioni internazionali.
Oltre a restituire l’udito ad Aissam, questa ricerca apre la strada a nuove terapie per malattie genetiche finora incurabili, dimostrando ancora una volta il valore della scienza italiana quando è sostenuta da investimenti a lungo termine, collaborazione internazionale e visione tecnologica.
Ultimo aggiornamento
13 Agosto 2025, 11:26
Messina Medica 2.0