Le piante ci danno una mano, ma gli oceani arrancano: ecco come cambia la fotosintesi nel mondo
Data:
22 Agosto 2025
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Dal 2003 al 2021, la fotosintesi globale è aumentata. A dirlo è uno studio pubblicato su Nature Climate Change, che racconta come le piante sulla terraferma abbiano aumentato la loro “attività fotosintetica”, mentre negli oceani — dove a farla da padrone sono le alghe microscopiche — la situazione è peggiorata. In parole semplici, la natura sulla terra ha dato una mano in più a trattenere il carbonio, ma il mare ha faticato a tenere il passo.
piante
Cos’è la produzione primaria netta (NPP)?
Per capirci: la produzione primaria netta è la quantità di carbonio che le piante e gli altri organismi fotosintetici (come il fitoplancton) riescono a “catturare” dall’atmosfera e trasformare in materia organica, al netto della loro stessa respirazione. È questo processo che alimenta praticamente tutta la vita sul pianeta: più NPP c’è, più energia entra nella catena alimentare.
Cosa dice lo studio?
Il team della Duke University, guidato da Yulong Zhang e supervisionato da Nicolas Cassar e Wenhong Li, ha analizzato 6 set di dati satellitari — tre per la terra, tre per il mare — per capire come è cambiata l’attività fotosintetica globale negli ultimi 18 anni.
Risultato? La terraferma ha registrato un aumento costante dell’NPP di circa 0,2 miliardi di tonnellate di carbonio all’anno, mentre gli oceani hanno perso colpi, con un calo medio annuo di 0,1 miliardi di tonnellate. Il bilancio complessivo è comunque positivo: la fotosintesi globale è aumentata, anche se di poco.
Dove aumenta la fotosintesi? E dove no?
• In crescita: Europa, Nord America, Asia settentrionale. In queste zone le stagioni di crescita si sono allungate e le temperature sono diventate più favorevoli. Inoltre, c’è stata un’espansione delle foreste e delle coltivazioni.
• In calo: I tropici, in particolare in Sud America, e ampie aree degli oceani tropicali e subtropicali. In mare, l’aumento delle temperature ha reso più difficile la risalita dei nutrienti utili per il fitoplancton.
Perché gli oceani faticano?
Il problema principale è che con il riscaldamento globale, le acque superficiali diventano più calde e si stratificano, impedendo la mescolanza con gli strati profondi dove si trovano i nutrienti. Il fitoplancton, senza “cibo”, produce meno fotosintesi. E questo è un problema, perché il fitoplancton è alla base della vita marina e rappresenta una grossa fetta della cattura del carbonio a livello globale.
Cosa c’entrano El Niño e La Niña?
Il team ha notato che gli oceani sono molto più sensibili agli eventi climatici come El Niño e La Niña rispetto alla terraferma. Questi fenomeni influenzano fortemente la temperatura e la circolazione dell’acqua, e quindi anche la produttività delle alghe marine. Dopo il 2015, una serie di eventi La Niña ha contribuito a una lieve ripresa dell’NPP oceanica, ma la tendenza generale resta negativa.
Cosa ci dice tutto questo?
• Le piante sulla terraferma stanno facendo un ottimo lavoro nell’assorbire CO₂ e sostenere gli ecosistemi, anche grazie al cambiamento climatico che in certe aree (almeno per ora) ha avuto effetti “positivi” su temperature e stagioni di crescita.
• Gli oceani, invece, stanno rallentando, soprattutto nelle zone tropicali. Questo può avere ripercussioni gravi sulla biodiversità marina, sulla pesca e sul ruolo del mare come “polmone blu” della Terra.
• L’aumento globale dell’NPP è una buona notizia, ma non può farci stare tranquilli: se gli oceani continuano a perdere efficienza e le zone tropicali non migliorano, l’equilibrio potrebbe saltare.
In sintesi?
Le piante ci stanno aiutando ad assorbire più CO₂, ma non possiamo contare solo su di loro. L’oceano, che finora ha fatto la sua parte in silenzio, sta soffrendo. Serve un monitoraggio costante e integrato, che tenga conto sia della terra che del mare, per capire se davvero possiamo mitigare i cambiamenti climatici oppure no.
In conclusione: se il calo negli oceani continuerà, e se gli ecosistemi terrestri riusciranno ancora a compensare, è una domanda aperta. Ma su questa risposta si gioca il futuro della salute del nostro pianeta.
Ultimo aggiornamento
21 Agosto 2025, 07:50
Messina Medica 2.0