I cibi ultraprocessati danno dipendenza fisica peggiore di quella da alcool o tabacco?
Data:
25 Ottobre 2025
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Uno studio pubblicato il 29 settembre 2025 indaga sulla capacità dei cibi ultraprocessati di produrre dipendenza soprattutto se l’esposizione è precoce. Da esso si può evincere come questo tipo di dipendenza potrebbe essere più diffusa di quella da alcool o tabacco.
cibi ultraprocessati
Lo studio nasce dalla domanda: quanto è diffusa l’“addiction” al cibo ultraprocessato tra gli adulti più anziani negli Stati Uniti, e che legami ha con salute fisica, mentale e isolamento sociale? (Cibo ultraprocessato = prodotti industriali con tanti zuccheri raffinati, grassi aggiunti, poca sostanza alimentare reale) ResearchGate+3PubMed+3nutritional-psychology.org+3
Per farlo, nel luglio 2022 hanno fatto un sondaggio via web e telefono su un campione rappresentativo di americani tra i 50 e gli 80 anni (totale: 2.038 persone) PubMed+2Wiley Online Library+2
Usarono una versione modificata della Yale Food Addiction Scale 2.0 (strumento che trasla i criteri dell’uso di sostanze al cibo) per vedere chi “risponde” come se fosse dipendente da quei cibi ultraprocessati PubMed+2Wiley Online Library+2
Poi hanno esplorato le connessioni con come le persone valutavano la propria salute fisica e mentale, e con il senso di isolamento sociale. PubMed+2nutritional-psychology.org+2
Cosa è descritto nello studio
Ecco i punti più salienti, quelli che fanno pensare:
• Circa 12,4 % degli intervistati superano i criteri per “dipendenza da cibo ultraprocessato” (UPFA = Ultra-Processed Food Addiction) nutritional-psychology.org+4PubMed+4Wiley Online Library+4
• Differenza tra donne e uomini: 16,9 % delle donne, contro 7,5 % degli uomini ResearchGate+3PubMed+3nutritional-psychology.org+3
• Tra le donne di età 50-64 anni, la percentuale più alta: 21 % ResearchGate+3PubMed+3nutritional-psychology.org+3
Poi guardando le relazioni:
• Chi si dichiara in sovrappeso ha probabilità molto maggiori di rientrare nei criteri di UPFA:
- per gli uomini, quasi 19 volte di probabilità in più PubMed+1
- per le donne, circa 11 volte in più PubMed+2Wiley Online Library+2
• Chi dice di stare “peggio” fisicamente ha probabilità aumentate di avere UPFA (1,9-3 volte di più) PubMed+2Wiley Online Library+2
• Lo stesso per la salute mentale: stare “male” mentalmente aumenta il rischio (2,7-4 volte) PubMed+1
• Isolamento sociale: chi si sente solo ha ~3,3-3,4 volte più probabilità di rientrare nei criteri di UPFA ResearchGate+3PubMed+3Wiley Online Library+3
Un’altra cosa: il gruppo 50-64 anni ha una prevalenza più alta rispetto al sottogruppo 65-80, suggerendo che chi è cresciuto “in piena era del cibo ultraprocessato” è più vulnerabile. ResearchGate+3PubMed+3Wiley Online Library+3
Quello che lo studio non è riuscito a definire
Non è tutto oro quel che luccica. Ci sono vari “ma” da considerare:
• Lo studio è trasversale (snapshot): non puoi dire “X causa Y”. Non sappiamo se l’addiction causa problemi di salute o viceversa. Wiley Online Library+2nutritional-psychology.org+2
• Dipendenza da cibo è un concetto ancora discusso. Non tutti sono d’accordo che il cibo ultraprocessato possa essere “dipendenza” come droghe o alcol. American Council on Science and Health+2nutritional-psychology.org+2
• L’uso del questionario (mYFAS modificato) chiede ai partecipanti la frequenza di comportamenti legati al cibo “palatabile” — ma non sempre è chiaro se i cibi citati rientrano formalmente nella definizione di “ultraprocessati”. ResearchGate+3American Council on Science and Health+3Wiley Online Library+3
• I dati sono stati raccolti durante la pandemia: lo stress, l’isolamento e le abitudini alimentari più “spinte” in quei momenti potrebbero aver influito sui risultati. American Council on Science and Health+2Wiley Online Library+2
• L’autovalutazione (salute, peso, isolamento) può essere “di comodo” o sbagliata: ognuno vede sé stesso in modo soggettivo.
Ma allora perché si parla di dipendenza?
Secondo gli autori, un buon numero di anziani americani mostrano modelli di comportamento che ricordano una dipendenza, nel senso che:
• Adorano fortemente questi cibi
• Tentano più volte di ridurne il consumo senza riuscirci
• Ne mangiano nonostante effetti negativi
• Si sentono in colpa, o hanno senso di perdita di controllo
E questo non è solo una questione di “mangio troppo”: è legato a salute fisica, mentale e al fatto di sentirsi isolati.
Chi è più a rischio? Le donne, chi si considera sovrappeso, chi non gode di buona salute, chi si sente solo. E soprattutto, persone nella fascia 50-64 anni che hanno vissuto fin dall’adolescenza nel mondo dominato dal cibo “già pronto, già “comodo””.
L’articolo originale si trova al link: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/add.70186
Ultimo aggiornamento
23 Ottobre 2025, 12:20
Messina Medica 2.0