Paracetamolo e autismo: cosa dice davvero la scienza?

Data:
23 Ottobre 2025

Paracetamolo e autismo: cosa dice davvero la scienza?

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Negli ultimi mesi si è acceso un dibattito internazionale su un farmaco che tutti conosciamo e che molti di noi hanno in casa: il paracetamolo.

Paracetamolo e autismo

Negli Stati Uniti è venduto con il nome di Tylenol, mentre in Italia lo troviamo soprattutto come Tachipirina o con altri marchi commerciali. La notizia che ha acceso i riflettori è stata la decisione della Food and Drug Administration (FDA), l’agenzia statunitense che regola i farmaci, di inserire una nuova etichetta di avvertenza sui prodotti a base di paracetamolo. La dicitura cita una “possibile associazione” tra l’uso in gravidanza e lo sviluppo di disturbi dello spettro autistico (ASD) nei bambini.
L’annuncio ha fatto il giro del mondo, amplificato anche da dichiarazioni politiche poco caute: l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha addirittura consigliato alle donne incinte di non assumere Tylenol, senza distinguere tra timori fondati e ipotesi ancora non dimostrate. Da qui la domanda: che cosa sappiamo davvero?

Cos’è il Tylenol e come agisce il paracetamolo
Il Tylenol non è un farmaco diverso dalla Tachipirina: cambia solo il nome commerciale. Il principio attivo è lo stesso, cioè paracetamolo (o acetaminofene, come viene chiamato negli Stati Uniti). È un analgesico e antipiretico, ossia serve a ridurre il dolore e la febbre.
È uno dei farmaci più utilizzati al mondo e si trova in tante formulazioni: compresse, bustine, gocce, sciroppi, supposte. In Italia viene prescritto a bambini, adolescenti, adulti e anziani e rappresenta il rimedio più diffuso e raccomandato anche durante la gravidanza.
Il suo meccanismo d’azione si basa sull’intervento nel sistema nervoso centrale, dove riduce la percezione del dolore e abbassa la temperatura corporea. Non è un antinfiammatorio classico, come l’ibuprofene, ed è proprio questa differenza a renderlo più sicuro in gravidanza, dove molti altri farmaci sono controindicati.

Paracetamolo in gravidanza: perché è considerato sicuro
La febbre alta in gravidanza non va sottovalutata: può rappresentare un rischio per il feto e aumentare le probabilità di complicanze. Per questo, il paracetamolo è l’unico farmaco approvato dalla FDA per abbassare la febbre durante la gravidanza.
Secondo Alessandro Rossi, presidente della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG), le donne incinte non dovrebbero spaventarsi: “Il paracetamolo è stato ampiamente testato ed è considerato un farmaco sicuro, sia dal punto di vista dell’efficacia che della tollerabilità”.
A conferma, un grande studio svedese pubblicato nel 2024 su JAMA ha analizzato i dati di 2,5 milioni di donne incinte e dei loro bambini negli anni successivi. La conclusione è stata netta: non è emersa alcuna correlazione tra l’assunzione di paracetamolo in gravidanza e l’insorgenza di autismo o disturbi dell’attenzione e del comportamento nei figli.
Il messaggio degli esperti è chiaro: se serve, il paracetamolo può essere assunto in gravidanza, sempre su indicazione medica e senza abuso. I rischi legati a febbre o dolore non trattati possono infatti essere ben più gravi di quelli ipotizzati sul farmaco.

Ma allora, c’è un legame con l’autismo?
I disturbi dello spettro autistico (ASD) hanno origini complesse: non esiste una sola causa, ma un insieme di fattori genetici, ambientali e biologici che concorrono allo sviluppo della malattia. La scienza, ad oggi, non ha trovato alcuna prova solida di un nesso causale tra paracetamolo in gravidanza e autismo nei figli.
Un articolo pubblicato su Nature ribadisce il concetto: non ci sono evidenze scientifiche per affermare un legame diretto. Le ricerche in materia hanno prodotto risultati contrastanti, ma nessuna ha dimostrato in modo riproducibile una correlazione chiara e stabile.
Come ha spiegato Sura Alwan, teratologa clinica dell’Università della British Columbia e direttrice della PEAR-Net Society, “le prove non supportano un rapporto di causa-effetto tra paracetamolo e autismo”. Allo stesso modo in cui, dopo decenni di studi, è stato escluso un legame tra vaccini e autismo, oggi gli esperti invitano a non cedere a conclusioni affrettate anche sul paracetamolo.
Al contrario, lanciare messaggi non basati su evidenze rischia di alimentare la disinformazione e minare la fiducia dei cittadini in terapie e farmaci che hanno dimostrato sicurezza ed efficacia.

Cosa dicono i dati a oggi
• FDA: ha scelto un approccio prudenziale, inserendo l’avvertenza non perché ci siano prove definitive, ma perché alcune ricerche osservazionali hanno ipotizzato un’associazione che merita ulteriori studi.
• Studi su larga scala: quelli più solidi, come lo studio svedese su 2,5 milioni di donne, non hanno rilevato alcun aumento di rischio.
• Consenso scientifico: la comunità medica e gli organismi di salute pubblica concordano che il paracetamolo rimane il farmaco di prima scelta in gravidanza per febbre e dolore, usato con moderazione e sotto controllo medico.

Il ruolo della comunicazione
La vicenda del paracetamolo è un esempio di come scienza, politica e comunicazione possano intrecciarsi in modi rischiosi. Da una parte, le agenzie regolatorie devono garantire trasparenza e prudenza; dall’altra, messaggi semplificati o allarmistici rischiano di confondere e spaventare i cittadini.
L’effetto collaterale di certe dichiarazioni è che alcune donne possano rinunciare a curarsi anche quando sarebbe necessario, esponendo sé stesse e i propri bambini a rischi concreti.

In sintesi
• Il paracetamolo (Tylenol negli USA, Tachipirina in Italia) è il farmaco antipiretico e analgesico più diffuso e viene considerato sicuro in gravidanza.
• Alcuni studi hanno sollevato dubbi, ma le analisi su grandi popolazioni non hanno trovato prove di un nesso con l’autismo.
• La FDA ha scelto la strada della cautela con un’avvertenza, ma la comunità scientifica sottolinea che i dati disponibili non giustificano allarmismi.
• Gli esperti raccomandano: in gravidanza, usare il paracetamolo quando serve, alla dose più bassa e per il tempo più breve possibile, sempre sotto indicazione medica.
• Diffondere messaggi con finalità politiche o di sovranismo, non basati su evidenze rischia di fare più male alla popolazione che bene, perché scoraggia l’uso di un farmaco che, se impiegato correttamente, protegge la salute di madre e bambino.

L’articolo originale è rintracciabile al link: https://www.galileonet.it/paracetamolo-autismo-gravidanza-scienza/?_gl=11kkwwsq_upMQ.._gaMTMxMzA2NjMyNy4xNzU5NTA2OTU3_ga_8KF0XTPV0L*czE3NTk1MDY5NTckbzEkZzAkdDE3NTk1MDY5NTckajYwJGwwJGgw

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Ultimo aggiornamento

22 Ottobre 2025, 09:23