Giornata Mondiale della Prematurità

Data:
18 Novembre 2025

Giornata Mondiale della Prematurità

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Ogni anno, nel mondo, circa un bambino su dieci nasce in anticipo sui tempi della gravidanza fisiologica. La prematurità è oggi una delle principali cause di mortalità e disabilità infantile, che mette a dura prova le famiglie, impegnate ad affrontare lunghi ricoveri e dubbi sul futuro.

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In Italia, la percentuale di nascite premature e di gravi complicazioni è tra le più basse al mondo, grazie a efficienti cure e programmi di prevenzione attivi già durante la gravidanza. Ma è possibile evitare un parto pretermine? Molte delle cause restano ancora sconosciute, alcuni fattori di rischio, però, sono prevenibili, come stili di vita non salutari o l’assenza di controlli regolari.

Nella Giornata Mondiale della Prematurità, il 17 novembre, è utile ricordare che conoscere i segnali e prendersi cura della propria salute, anche prima della gravidanza, può fare la differenza per la madre e per il bambino.

Cosa significa parto pretermine?

Una nascita si definisce pretermine, o prematura, quando avviene prima della 37esima settimana di gestazione. Una gravidanza fisiologica, invece, dura tra le 37 e le 42 settimane (in media 40).

Secondo la classificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il parto pretermine si distingue in:

  • estremamente pretermine, quando avviene prima della 28esima settimana;
  • molto pretermine, tra la 28esima e la 32esima settimana;
  • moderato o tardivo, tra la 32esima e la 37esima settimana.

Le linee guida italiane propongono una classificazione più dettagliata:

  • estremamente precoce, tra 20 e 23 settimane;
  • precoce, tra 24 e 31 settimane;
  • tardivo, tra 32 e 36 settimane.

Queste scale aiutano a prevedere le condizioni future del bambino e a pianificare gli interventi. Molto dipende anche dal peso del neonato, che è considerato estremamente basso (e più rischioso e bisognoso di cure intensive) se inferiore ai 1000 grammi.

Dottore, quali sono i fattori di rischio?

Le condizioni che possono aumentare il rischio sono:

  • stili di vita e fattori ambientali;
  • aver già avuto un parto pretermine in una gravidanza precedente;
  • gravidanze gemellari, sia naturali sia da tecniche di riproduzione assistita: metà di queste si conclude prima della 37esima settimana, contro circa il 10% dei nati singoli;
  • avere meno di 18 anni o più di 35 anni di età;
  • determinate condizioni patologiche come anomalie dell’utero o cervicali; infezioni vaginali, urinarie o sessualmente trasmissibili; ipertensione; anoressia o obesità al momento del concepimento; diabete (anche gestazionale); ipotiroidismo; problemi di coagulazione del sangue.

Il parto pretermine può però avvenire anche senza preavviso, in assenza di problemi materni o fetali, a causa di fattori asintomatici e non modificabili. Un parto pretermine può inoltre derivare dalla necessità di indurre il parto o il cesareo in anticipo, in emergenza

Tratto da dottoremaeveroche.it

Ultimo aggiornamento

17 Novembre 2025, 20:34