Occidente in crisi: fede, guerra e il “dubbio di Auschwitz” nel nuovo libro di Giuseppe Ruggeri
Data:
23 Febbraio 2026
Views: 85
Si è svolto a Messina, nell’accogliente cornice della Rassegna “I nostri giovedì”, un incontro di profondo spessore intellettuale dedicato alla presentazione dell’ultimo volume di Giuseppe Ruggeri, dal titolo “Dell’irragionevole ragione. Sguardi sull’Occidente”. L’evento, promosso dalla Comunità Ellenica dello Stretto — che si conferma una volta di più come un presidio culturale stabile e un fondamentale spazio di confronto aperto alla cittadinanza — ha visto l’introduzione del professor Daniele Macris. Quest’ultimo, legato all’autore da un sodalizio umano e culturale di lunga data, ha aperto i lavori delineando i tratti salienti di un’opera che si propone come un’analisi spietata e lucida delle dinamiche identitarie, politiche e culturali che definiscono l’Occidente dei nostri giorni. Al centro del dibattito si è posta la crisi di un modello di modernità che, pur essendo nato sotto il segno della razionalità, sta mostrando oggi fragilità sistemiche e tensioni che mettono a nudo tutte le sue contraddizioni interne. Il volume si configura come una raccolta sintetica di riflessioni che prendono le mosse da quello che lo stesso Macris ha suggestivamente definito il “dubbio di Auschwitz”, inteso come una ferita ancora sanguinante nella storia contemporanea, un evento limite capace di interrogare radicalmente la coscienza occidentale e di mettere in discussione le sue certezze più radicate. Da questa premessa si snoda un percorso multidisciplinare dove la teologia dialoga con la politica e l’analisi sociologica, cercando di decifrare il drammatico contrasto tra l’annuncio cristiano dell’amore eterno di Dio e l’evidenza di un’umanità che appare ancora tragicamente soggiogata dalle forze del male. Ruggeri suggerisce che per una reale rinascita dell’Europa sia necessario un ritorno coraggioso alle proprie radici cristiane, osservando con preoccupazione come in epoca contemporanea si sia giunti a una sorta di imbarazzo collettivo persino nel gesto simbolico di appendere un crocifisso. Il testo non elude nemmeno il tema bruciante della guerra, affrontato attraverso una lente provocatoria che la interpreta come un passaggio purtroppo inevitabile nel difficile cammino verso la pace. In questo delicato contesto, la riflessione dell’autore ha richiamato le parole di Papa Francesco in merito alle responsabilità della NATO e alle dinamiche geopolitiche che hanno contribuito a incendiare i confini del vecchio continente, offrendo una visione critica che invita il lettore a non fermarsi alle apparenze ma a cercare una verità più profonda e complessa.
Ultimo aggiornamento
22 Febbraio 2026, 20:22
Messina Medica 2.0