Schifani: Riforma dell’attività ALPI in Sicilia
Data:
2 Febbraio 2026
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Il governo regionale siciliano ha varato un decreto che ridefinisce l’organizzazione dell’attività libero-professionale intramuraria (ALPI) dei medici, con l’obiettivo di rendere il sistema sanitario più equo, trasparente e rispondente ai bisogni dei cittadini. Il presidente della Regione, Renato Schifani, ha sottolineato come questo intervento miri a ristabilire un corretto equilibrio tra sanità pubblica e attività privata svolta all’interno delle strutture del Servizio Sanitario Regionale.
Il provvedimento, firmato dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, aggiorna una normativa ferma da oltre dieci anni e introduce criteri più rigorosi per la gestione dell’attività intramuraria nelle aziende sanitarie regionali. La letteratura internazionale conferma che una regolamentazione efficace della cosiddetta “dual practice” (la pratica di svolgere attività privata parallelamente a quella pubblica) è fondamentale per garantire qualità, efficienza ed equità nell’accesso alle cure, mentre una regolamentazione debole può compromettere l’accesso ai servizi pubblici e favorire distorsioni nel sistema.
Principali novità del decreto
Il volume delle prestazioni libero-professionali dovrà essere proporzionato al fabbisogno reale e coerente con l’attività svolta in regime pubblico. Le direzioni strategiche delle aziende sanitarie dovranno stabilire, per ogni struttura e per ogni dirigente medico, i volumi minimi di attività istituzionale: questi diventeranno anche il limite massimo per l’attività in ALPI. L’attività libero-professionale non potrà quindi superare né i volumi né l’impegno orario del servizio pubblico e dovrà essere sempre svolta al di fuori dell’orario di lavoro. Questo approccio è in linea con le raccomandazioni internazionali che suggeriscono di limitare le opportunità per i medici di privilegiare l’attività privata a scapito di quella pubblica.
“L’obiettivo è rafforzare le prestazioni in regime istituzionale, ridurre le distorsioni accumulate negli anni e garantire un accesso più equo alle cure”, ha evidenziato Schifani. “Stiamo compiendo ogni sforzo per ridurre le liste d’attesa e per prevenire condizioni che in futuro possano appesantire il sistema e penalizzare i cittadini in attesa di prestazioni sanitarie”. L’assessore Faraoni ha aggiunto: “È un’operazione complessa, ma necessaria per aumentare le prestazioni in regime istituzionale, migliorare la trasparenza e garantire un accesso più agevole alle cure nel rispetto del principio di equità”.
Tracciabilità, controlli e verifica delle autorizzazioni
Il decreto prevede sistemi distinti di prenotazione e incasso, tracciabilità delle prestazioni e controlli trimestrali, sia da parte delle aziende sanitarie sia dell’assessorato regionale. Le autorizzazioni già rilasciate saranno verificate entro 30 giorni per valutarne la compatibilità con l’organizzazione delle strutture e con l’andamento delle liste d’attesa. Studi internazionali hanno evidenziato che la mancanza di tracciabilità e di controlli efficaci può portare a fenomeni di “deviazione circolare” dei pazienti dal pubblico al privato, con conseguente aumento dei costi per i cittadini e riduzione della qualità del servizio pubblico.
“L’obiettivo del governo regionale è tutelare i cittadini, assicurando tempi di attesa più regolari, e allo stesso tempo mettere i professionisti nelle condizioni di esprimere al meglio la propria attività all’interno di regole chiare e monitorate”, ha aggiunto l’assessore Faraoni.
Gestione delle prenotazioni
Sul fronte delle prenotazioni, le direzioni generali dovranno eliminare quelle che sono state successivamente fruite in regime libero-professionale, per evitare che i tempi di attesa risultino falsati da prestazioni non più necessarie. Questa misura mira a garantire che le liste d’attesa riflettano il reale fabbisogno di prestazioni in regime pubblico, migliorando l’efficienza complessiva del sistema.
Ultimo aggiornamento
30 Gennaio 2026, 17:28
Messina Medica 2.0