Il rischio di inappropriatezza dei ricoveri in Italia è alto, ma tende a migliorare rispetto al passato

Data:
12 Luglio 2026

Il rischio di inappropriatezza dei ricoveri in Italia è alto, ma tende a migliorare rispetto al passato

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ll Ministero della Salute redige annualmente un Rapporto sull’attività ospedaliera, a giugno 2026 ha pubblicato quello relativo ai dati del 2024 da cui si evince che in Italia circa un ricovero su cinque, per un totale di 1,7 milioni di casi, è ad alto rischio di inappropriatezza. Questo dato non indica cure errate, ma la tendenza a ricoverare le persone nei reparti ordinari o diurni anche quando i loro bisogni potrebbero essere gestiti in modo più adeguato in strutture esterne ad un minore indice di complessità come gli ambulatori o l’assistenza a domicilio. Nel dettaglio, questa dinamica coinvolge 691 mila dimissioni in regime ordinario e poco più di un milione in regime diurno, confermando quanto sia importante migliorare l’organizzazione per indirizzare ogni cittadino verso il percorso assistenziale più idoneo.
L’analisi dei dati, nonostante sia particolarmente allarmante, mostra però un netto miglioramento nel tempo. Negli ultimi dieci anni i ricoveri ordinari a rischio inappropriatezza sono diminuiti del 39%, passando dagli 1,13 milioni del 2014 ai 691 mila attuali, mentre i ricoveri diurni sono calati del 32,6%. Anche gli indicatori della qualità organizzativa registrano progressi, come la riduzione delle dimissioni con diagnosi medica dai reparti chirurgici e il calo del 6% delle lunghe degenze per i pazienti con più di 65 anni. Sul piano clinico si osservano segnali positivi: l’uso del taglio cesareo continua a diminuire, scendendo al 31,5% dei parti totali, mentre gli interventi alla colecisti eseguiti con la tecnica della laparoscopia, una metodologia chirurgica mini-invasiva, superano la soglia ottimale del 95%.
La nota dolente rimane la disparità geografica tra le aree del Paese. Nelle regioni del Centro-Sud e nelle Isole la quota di ricoveri ordinari inappropriati scende sotto il 40%, ma la variabilità locale resta marcata. Ad esempio, la presenza di diagnosi puramente mediche nei reparti di chirurgia tocca i picchi più alti in Basilicata e nelle Province autonome di Trento e Bolzano, mentre le Marche registrano il valore più basso. Un forte elemento di criticità riguarda invece la medicina del territorio: il tasso di ospedalizzazione per influenza tra la popolazione anziana è raddoppiato in un anno, segnalando una difficoltà dei servizi di prossimità. Altre patologie croniche come diabete, asma e problemi psichiatrici mostrano ricoveri inferiori ai livelli precedenti alla pandemia, ma sono in risalita. La sfida della sanità resta quindi quella di potenziare le cure territoriali per intercettare i bisogni prima del ricovero.

Il rapporto è rintracciabile al link https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/06/rapporto-sdo-2024-web-ok.pdf.

Ultimo aggiornamento

7 Luglio 2026, 23:21