Nuove speranze per i giovani malati di distrofia muscolare di Duchenne, AIFA rende rimborsabile vamorolone
Data:
20 Settembre 2026
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Un’importante nuova opportunità terapeutica e prospettive di migliore qualità della vita si aprono per pazienti affetti da Distrofia Muscolare di Duchenne (DMD): vamorolone, nuovo farmaco steroideo antinfiammatorio, designato orfano da EMA e sviluppato da Santhera Pharmaceuticals con l’obiettivo di migliorare il profilo di tollerabilità della terapia corticosteroidea standard, ha ottenuto dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) l’ammissione alla rimborsabilità tramite SSN, con l’indicazione al trattamento di pazienti di età pari o superiore ai 4 anni, sia naïve che già stabilmente in trattamento con i corticosteroidi classici. Pubblicata in G.U. il 20/06/2026 la Determina Pres. 649/2026 del 14/05/2026, che consente ai Centri clinici italiani autorizzati di prescrivere il nuovo farmaco già dal mese di maggio scorso.
Vamorolone rappresenta una valida alternativa terapeutica agli steroidi fino ad oggi utilizzati, efficaci sulla funzione motoria, ma gravati da importanti effetti collaterali sistemici. Il nuovo farmaco, primo della sua classe, legandosi allo stesso recettore dei glucocorticoidi tradizionali, mantiene l’effetto antinfiammatorio, mentre agisce a valle riducendo l’attività di alcune vie di trascrizione genica correlate agli effetti collaterali negativi tipici degli steroidi classici; inoltre gli studi clinici e i recenti dati di real world a lungo termine (presentati in occasione del congresso della Muscular Dystrophy Association (MDA) Clinical & Scientific Conference 2026 a Orlando) dimostrano che l’effetto terapeutico è sostenuto nel tempo senza compromissione della funzione motoria con, al tempo stesso, una riduzione significativa di diversi effetti indesiderati e benefici a lungo termine.
La Distrofia Muscolare di Duchenne è una malattia genetica rara causata da alterazioni del gene responsabile della produzione della distrofina, una proteina essenziale per il corretto funzionamento dei muscoli. Quando la produzione di questa proteina manca o è insufficiente, le fibre muscolari diventano più fragili, causando una debolezza che coinvolge i muscoli scheletrici, respiratori e il muscolo cardiaco. La diagnosi si accerta attraverso i segni clinici che iniziano a manifestarsi già entro i primi 3 anni di vita e gli esami del sangue, in particolare con la presenza di valori molto elevati delle transaminasi e della creatinchinasi (CK).
«Vamorolone, analogo dei corticosteroidi, ha il vantaggio, sulla base degli studi pubblicati ma anche dei nuovi dati disponibili a lungo termine, di avere un’efficacia paragonabile a quella degli steroidi convenzionali senza però avere la stessa entità di effetti collaterali – dichiara Eugenio Maria Mercuri, Direttore UOC Neuropsichiatria Infantile, Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, Roma – questo comporta in primo luogo un miglioramento della qualità della vita, una minore esposizione a possibili rischi di fratture vertebrali o di altri problemi legati all’assunzione cronica degli steroidi e, conseguentemente, rappresenta un passo avanti notevole anche nelle aspettative di questi ragazzi. Le conseguenze più evidenti della terapia steroidea convenzionale, come il ritardo nella crescita e nello sviluppo puberale, sono tra gli aspetti che maggiormente impattano sulla qualità di vita dei nostri giovani pazienti. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda le fratture ossee, anche vertebrali, molto frequenti nella popolazione di bambini e ragazzi affetti da DMD proprio a causa degli effetti collaterali delle terapie steroidee: i dati preliminari su vamorolone mostrano che i biomarcatori indicano un’azione più conservata sull’osso, riducendo potenzialmente questa importante complicanza».
Nessun genitore è pronto a ricevere una diagnosi di Distrofia Muscolare di Duchenne; è un colpo durissimo che cambia per sempre la traiettoria di vita della famiglia e del bambino. Tuttavia, se fino agli anni ‘80 le famiglie erano rassegnate al peggio, oggi le cose sono un po’ cambiate. Risalgono agli anni ’90 le prime raccomandazioni di cura nate dal Consensus europeo del 1997 organizzato da Parent Project olandese e tradotte da Parent Project Italia, pubblicate nel 2010 e aggiornate nel 2018. La qualità di vita è ancora una sfida aperta, ma l’utilizzo nella pratica clinica degli steroidi, il ricorso sistematico alla fisioterapia, la costruzione della rete dei Centri di riferimento, nata come Telethon Network, che in Italia conta più di 18 Centri diffusi da nord a sud, la presa in carico multidisciplinare e, da ultimo, l’approccio precoce alle problematiche cardiache, hanno spostato l’orologio della malattia e stanno cambiando la sua storia naturale.
«In quarant’anni la DMD è cambiata: intanto si è trasformata, da patologia prettamente pediatrica ad esito infausto precocissimo a malattia cronica dell’adulto (l’età media di decesso è passata da 14,4 anni negli anni Sessanta, a 25,3 anni nei pazienti ventilati negli anni Novanta fino a superare i 34-36 attuali); l’attenzione è focalizzata sulla fase di transizione dal pediatra al neurologo – sottolinea Filippo Buccella, Consigliere e Fondatore Parent Project APS Italia – anche per la diagnosi si è aperto un nuovo capitolo, in passato arrivava non prima dei 6 anni, oggi è sempre più anticipata, perché l’orizzonte terapeutico non è più limitato ai soli corticosteroidi. È probabile che entro un decennio si chiuderanno alcuni filoni di ricerca e tra una quindicina di anni la vita dei ragazzi Duchenne sarà ancora migliore. La rimborsabilità di vamorolone è un traguardo importante; è insieme un punto di partenza e la dimostrazione che quando le famiglie si organizzano e finanziano la ricerca, quella ricerca arriva. Avere un’opzione in più per i clinici significa poter personalizzare la cura. Il nostro compito adesso è quello di accelerare il passaggio di vamorolone nei prontuari farmaceutici regionali e superare gli ostacoli organizzativi e burocratici, perché la spesa è stata già deliberata a livello nazionale».
Vamorolone ha una storia che arriva da lontano: nasce da un’intuizione di Eric Hoffman, lo scienziato americano che nel 1987 identificò la distrofina, la cui assenza causa la malattia di Duchenne. L’idea fu quella di modificare la struttura chimica degli steroidi utilizzati nei pazienti per ridurre gli effetti negativi mantenendo quelli positivi.
Santhera Pharmaceuticals concentra i suoi sforzi sulle malattie neuromuscolari con un forte bisogno terapeutico: la Distrofia Muscolare di Duchenne ne è il paradigma. La ricerca Santhera nell’ultimo decennio ha indirizzato tutti i suoi sforzi sulla messa a punto di vamorolone, contribuendo in maniera sostanziale ai risultati di oggi.
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Ultimo aggiornamento
20 Settembre 2026, 10:04
Messina Medica 2.0