Dall’Iraq al Pakistan, il racconto di due fotografi siciliani: “Con Yutori diamo voce alla resilienza”
Data:
15 Marzo 2025
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di Massimiliano Cavaleri
Giuseppe Pirrotta e Dominika Sankowska hanno fondato un canale Youtube in cui, attraverso brevi documentari, esplorano luoghi, culture, popoli distanti e trascurati con sguardi profondi e prospettive prive di pregiudizi
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Due fotografi, due documentaristi, due autori, giovani trentenni e avventurosi che hanno unito le loro forze e la loro voglia di conoscere e esplorare posti, popoli e culture diverse e lontane e raccontarli attraverso l’immagine, sia essa ferma e silenziosa, sia essa in movimento e sonora. I catanesi Giuseppe Pirrotta e Dominika Sankowska, di origine polacca, sono i fondatori di Yutori, collettivo creato ad hoc per narrare storie significative, che meritano attenzione e destano curiosità.
“Questo progetto nasce con l’obiettivo dare voce, attraverso l’arte cinematografica e fotografica, a realtà spesso ignorate – spiegano i due visual storyteller – celebrando la resilienza di popolazioni, tradizioni e patrimonio culturale. Yutori si propone come un santuario per menti interessate ad approfondire luoghi distanti e amplificare voci e prospettive spesso trascurate”. L’Iraq è solo la prima delle “puntate”, già pubblicata sull’omonimo canale Youtube e sulla pagina Instagram @yutori.collective: a breve usciranno anche Pakistan e l’isola indonesiana di Bali. Intanto il primo progetto dal titolo “Iraq, Heritage and Horizons” è diviso in due episodi (il primo 10 minuti, il secondo 17) e accende i riflettori su un paese straordinario e spesso frainteso: “Una terra ricca di storia e cultura, ma troppo spesso ridotta, nella narrazione mediatica, a immagini di conflitto e devastazione – evidenziano Pirrotta e Sankowska – attraverso questo documentario, Yutori porta alla luce storie affascinanti e poco conosciute, immergendosi nelle aree mesopotamiche e offrendo uno sguardo autentico su un patrimonio che resiste alle avversità”.
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Il documentario conduce lo spettatore attraverso paesaggi mozzafiato e testimonianze dirette: nella prima parte un focus su Nassiriya e la millenaria città di Ur, fino alle paludi mesopotamiche, habitat della comunità degli Ashwar (Marsh Arabs), la cui vita tradizionale è minacciata da guerra, cambiamenti climatici ed ecosistemi fragili. La seconda si concentra sulle minoranze irachene: dalle maestose rovine di Hatra, antica città partica, al santuario sacro di Lalish, cuore spirituale della fede yazida, fino alle imponenti mura di Babilonia, simbolo di un passato glorioso che continua a riecheggiare nel presente. Non solo un viaggio visivo, ma un’opportunità per offrire una narrazione nuova e autentica dell’Iraq, restituendo dignità e visibilità a una cultura che merita di essere celebrata.
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“Yutori mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza della conservazione del patrimonio culturale iracheno e a promuovere una visione che vada oltre i titoli sensazionalistici. Rappresenta per noi solo l’inizio – proseguono i due autori – con ogni filmato, puntiamo a esplorare realtà inedite, contribuendo a una narrazione globale più inclusiva, capace di narrare le problematiche e, al contempo, abbracciare la diversità, la resilienza e la bellezza nascosta del mondo”. In fondo si tratta di un invito a scoprire paesi che, nonostante le ferite della storia, continuano a brillare attraverso la forza della loro umanità.
Ultimo aggiornamento
16 Marzo 2025, 17:23
Messina Medica 2.0