L’interpretazione dell’ecg: metodica di sempre più grande attualità

Data:
1 Giugno 2025

L’interpretazione dell’ecg: metodica di sempre più grande attualità

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di Gaetano Satullo
*Responsabile Scientifico della Rete per l’infarto miocardico acuto in Sicilia

L’elettrocardiografia, metodica fondamentale nella diagnostica del paziente cardio­patico, soprattutto se con aritmie, risulta oggi non sufficientemente studiata anche in ambito universitario; le metodiche diagnostiche d’imaging e spesso quelle inva­sive attraggono maggiormente gli specializzandi e i giovani cardiologi, anche in quanto più “spendibili” nel­la carriera ospedaliera e nel settore privato.

elettrocardiografia

A livel­lo formativo extrauniversi­tario è diventato eccezio­nale un evento residenziale ove si affinino, grazie a un confronto diretto con gli esperti, le proprie capacità diagnostiche in quanto l’elettrocardiografia anche nella sua compo­nente aritmologica di superfice, è divenuta metodica orfana di qualsiasi interesse “com­merciale”; cioè i finanziamenti formativi pri­vati si indirizzano su altri settori della cardio­logia. In realtà l’elettrocardiografia e l’aritmo­logia di superficie risultano invece non surro­gabili nell’identificazione dei fenomeni elettri­ci del cuore e di molte patologie con impor­tanti risvolti sulla prognosi e sulla mortalità e quindi ad esse dovrebbe essere riservata maggiore attenzione.

A fronte di una caduta dell’offerta formativa di qualità, in realtà c’è addirittura maggiore bisogno di formazione rispetto ad alcuni decenni fa in quanto competenze elettrocar­diografiche e aritmologiche essenziali devono essere oggigiorno patrimonio anche di altri professionisti non cardiologi quali anestesisti-rianimatori, medici di tutta l’area dell’emergenza, medici che indipendentemente dalla loro specialità si trova­no a lavorare con l’ausilio di un monitoraggio elettrocardiografico, sempre più dif­fuso. non certamente ultimi i medici di base, che spesso sono bersagliati da richie­ste specialistiche inappropriate e che non raramente ricevono esami diagnostici strumentali (per esempio Holter eseguiti in farmacia) refertati a distanza da pro­fessionisti cardiologi con cui il medico di base non può certamente avviare un con­fronto diretto diagnostico e terapeutico. Inoltre sono numerosi i medici di base che utilizzano nel loro ambulatorio l’elettrocardiografo e ciò soprattutto nei poliambu­latori della medicina di gruppo.

Ciò detto, in questo cammino di “formazione elettrocardiografica” nel campo soprattutto dell’aritmologia di superficie, si ritiene che l’ordine dei Medici, nella programmazione dei piani formativi dei prossimi anni, possa, abbracciando questa “metodica orfana di finanziamenti privati”, contribuire in maniera decisiva alla for­mazione e all’aggiornamento dei medici, a mio parere numerosissimi, interessati; ciò soprattutto in una provincia in cui è ancora viva la scuola elettrocardiografica-aritmologica del Prof. Giuseppe oreto il quale con il suo metodo analitico-deduttivo, ha segnato in Italia lo sviluppo dell’aritmologia di superficie.

Articolo già pubblicato su Messina Medica cartacea del dicembre 2024

Ultimo aggiornamento

31 Maggio 2025, 16:38