Messina, quei “Fili invisibili” contro i femminicidi
Data:
24 Ottobre 2025
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Presentato all’Apollo il corto su Sara Campanella e Graziella Recupero
I genitori della giovane di Misilmeri brutalmente assassinata hanno incontrato i soccorritori che hanno prestato le prime cure a Sara.
Fili invisibili
E’ stato presentato alla Multisala Apollo il cortometraggio Fili invisibili, firmato dal regista Fabio Schifilliti e realizzato dagli studenti dell’Istituto tecnico tecnologico Copernico di Barcellona. Un prodotto frutto del laboratorio cinematografico che si è svolto all’interno del progetto “Oltre le ombre”, nell’ambito del bando Cinema e immagini per la scuola del Ministero della Cultura e del Ministero dell’Istruzione e del Merito, in partnership con la Gran Mirci Film amministrata da Giuseppe Ministeri.
Nel cast del corto anche l’attore Claudio Castrogiovanni, nel ruolo del docente Unime Massimiliano Berretta, l’ultimo ad aver incontrato Sara in aula, prima del tragico epilogo su viale Gazzi. Insieme alle autorità civili e militari, al corpo accademico dell’Università di Messina, c’era la rettrice Giovanna Spatari, l’arcivescovo Giovanni Accolla, la dirigente dell’Istituto Angelina Benvegna con le docenti Carmen Cicciari e Tiziana Bello e le studentesse protagoniste Sofia Spadaro e Giulia Foti (che hanno interpretato Graziella e Sara), l’attore Claudio Castrogiovanni; c’erano i familiari di Sara, alla quale domattina alle 11 nell’Aula magna del rettorato verrà conferita la laurea alla memoria.
Prima della proiezione l’intervento commosso di mamma Cetty che ha ringraziato il regista per la realizzazione di questo corto, “un’opera che educa e scuote le coscienze, insegnando che la violenza può nascere ovunque”. La mamma di Sara ha spiegato come spesso “l’apparente normalità insegna a non sottovalutare i segni di una violenza che covava senza avere volto nè ragione. Che si è nutrita di quei fili invisibili che legano troppi uomini all’idea di possedere ciò che è altro da loro”.
Poi ha aggiunto: “Non dimenticatela mai e ogni volta che qualcuno dirà che non c’erano segnali pensate a lei e impegnatevi a spezzare quei fili invisibili”. Il corto ha già ricevuto diversi riconoscimenti: poche parole commosse da parte di Fabio Schifilliti e Claudio Castrogiovanni, che hanno sottolineato il valore delle immagini come proposta narrativa: “la funzione fondamentale del cinema – ha detto Schifilliti – è quello di trasformare il buio in luce, il dolore in memoria”. Soddisfatta la dirigente Benvegna per l’impegno dei suoi ragazzi che attraverso questo progetto hanno avuto la possibilità di accostarsi a un tema scottante: “La violenza di genere ci coinvolge come educatori, come genitori e ci impegna a gettare luce”.
tratto da Gazzetta del sud online
Ultimo aggiornamento
23 Ottobre 2025, 12:25
Messina Medica 2.0