La gestione delle malattie croniche in Italia: sfide strutturali e disuguaglianze territoriali

Data:
9 Novembre 2025

La gestione delle malattie croniche in Italia: sfide strutturali e disuguaglianze territoriali

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Nonostante gli investimenti del PNRR, i dati LEA peggiorano. Un’analisi sulla cronicità e le criticità del sistema

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Circa il 40,5% della popolazione italiana – 24 milioni di persone – soffre di una patologia cronica, con 12,2 milioni che ne hanno almeno due. In una nazione che progressivamente si fa sempre più anziana, la prevalenza va ad incrementarsi con l’età e entro il 2028 la spesa destinata alla cronicità raggiungerà 70,7 miliardi di euro.

Una sfida complessa e multiforme

Governare l’assistenza delle malattie croniche rappresenta una sfida sempre più impegnativa che diventa sempre più complessa a causa delle criticità strutturali e disuguaglianze territoriali ormai cronicizzate anch’esse. Un’analisi accurata ha evidenziato la necessità d’interventi mirati per rendere più efficace il servizio sanitario e consentire una presa in carico adeguata dei pazienti.

Nonostante gli ingenti investimenti per il rafforzamento dell’assistenza territoriale ottenuti con il PNRR, la gestione della cronicità sul territorio peggiora. La bozza di aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità, in corso di approvazione, non conta su finanziamenti dedicati e manca di un cronoprogramma chiaro. Inoltre, diverse patologie rimangono escluse.

Uno dei nodi centrali scaturisce dalla necessità del passaggio da un approccio basato sulle singole prestazioni ad uno che consenta la garanzia del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale completo e, conseguentemente, la garanzia del risultato così ottenuto. Attualmente il sistema rimborsa la somma delle singole prestazioni senza misurarne gli esiti, rendendo la gestione della cronicità poco attrattiva per chi governa servizi e spesa sanitaria.

I numeri della cronicità: una questione di equità

Il 24% della popolazione italiana – oltre 14 milioni di cittadini – è a rischio povertà o esclusione sociale, mentre altrettanta ha più di 65 anni. L’indice di vecchiaia raggiunge il 193,1%, il che significa che la popolazione sta invecchiando, poiché il numero di anziani aumenta e/o quello dei giovani diminuisce. Inoltre il 49% degli over 75 vive in condizioni di multicronicità e gravi limitazioni. Oltre un sesto della popolazione soffre di almeno una malattia cronica, con prevalenza maggiore in alcune aree geografiche. Tra gli over 65, il 57% ha ricevuto una diagnosi di almeno una patologia cronica, con maggiore incidenza al Centro e Sud Italia rispetto al Nord. Le patologie più comuni includono cardiopatie (27%), diabete (20%), malattie respiratorie croniche (16%) e tumori (13%). La policronicità colpisce il 25% degli over 65, con prevalenza maggiore tra persone con difficoltà economiche e bassa istruzione.

Implementazione del PNRR: progressi rallentati e risultati deludenti sui LEA

Nel 2023 un quarto delle Regioni non ha raggiunto la sufficienza nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza distrettuali. Undici Regioni hanno peggiorato il punteggio in quest’area rispetto al 2020, con cali particolarmente significativi in alcune aree.

Sebbene gli obiettivi delle Centrali Operative Territoriali siano stati conseguiti, le infrastrutture cardine dell’assistenza territoriale procedono a rilento. Risultano attivati circa un quarto degli ospedali di comunità programmati, con 5 Regioni che non ne hanno nemmeno uno attivo. Le Case della Comunità realizzate sono 660 a fronte delle 1723 programmate, e meno di una su 10 ha tutti i servizi obbligatori attivi.

I percorsi diagnostico-terapeutici: copertura incompleta e disomogenea

Il Nuovo Sistema di Garanzia ha introdotto in via sperimentale la valutazione dei percorsi diagnostico-terapeutici per sei patologie, ma i dati si fermano al 2022. Sui farmaci per le patologie monitorate si rileva bassa aderenza: il 51,0% per i disturbi delle vie respiratorie e il 23,9% per i farmaci antidiabetici.

Solo 13 Regioni hanno formalizzato percorsi completi per lo Scompenso Cardiaco. Nel frattempo sono stati censiti oltre 900 percorsi regionali, prevalentemente nell’area oncologica. Patologie come la psoriasi e quelle dermatologiche croniche rimangono escluse, con percorsi di cura che rischiano di essere più tortuosi e dispersivi.

Autogestione e Fascicolo Sanitario Elettronico: margini di miglioramento significativi

L’Italia risulta fanalino di coda nella fiducia delle persone sulla capacità di autogestire la propria salute: 24,3% contro il 58,9% della media internazionale. La capacità di usare informazioni sulla salute tramite internet è bassa: 4,9% contro il 19,3% della media.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico è utilizzato solo da un cittadino su quattro. La Cartella clinica è disponibile solo in 4 Regioni; il Piano Assistenziale Individualizzato solo in una; il percorso diagnostico-terapeutico solo in una Regione. Solo in 6 Regioni è possibile effettuare richieste di esenzione tramite il fascicolo.

Il ruolo dei professionisti sanitari: esigenza di riorganizzazione

Il carico assistenziale per i medici di medicina generale aumenta mentre si riducono i professionisti disponibili, in particolare nel Nord. Più della metà si trova a prendere in carico oltre 1500 assistiti. Procede a rilento il lavoro in forma associativa con altri professionisti sul territorio.

La farmacia dei servizi si espande territorialmente, ma i risultati rendicontati dalle Regioni rimangono principalmente di carattere prestazionale piuttosto che orientati agli esiti. I servizi più utilizzati dai cittadini sono le prenotazioni di farmaci e servizi (84%) e le prenotazioni CUP (34,7%), mentre programmi per l’aderenza terapeutica e ricognizione farmacologica rimangono sottoutilizzati.

Gli infermieri di famiglia e comunità si confrontano con differenze territoriali significative nei tempi di definizione del fabbisogno e implementazione. Sette Regioni hanno identificato il fabbisogno totale, mentre altre non hanno ancora definito i numeri necessari. L’implementazione completa è stimata richiedere anni in alcune aree.

Il rapporto completo di Salutequità è rintracciabile al link: https://salutequita.it/cronicita-piu-risorse-con-il-pnrr-ma-i-risultati-lea-del-territorio-peggiorano-equity-group-cronicita-di-salutequita/

Ultimo aggiornamento

8 Novembre 2025, 08:52