Sanità, l’aderenza terapeutica nelle cronicità cardiometaboliche libera risorse per l’innovazione nei setting rari

Data:
4 Aprile 2026

Sanità, l’aderenza terapeutica nelle cronicità cardiometaboliche libera risorse per l’innovazione nei setting rari

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Rafforzare l’aderenza terapeutica nelle patologie croniche non è solo una priorità clinica, ma una leva strategica per generare valore economico da reinvestire nell’innovazione, in particolare in oncologia. È questo il messaggio emerso oggi a Roma durante l’incontro “Dalla Fondazione all’Innovazione: come generare valore per la Sanità Pubblica”, svoltosi presso Palazzo Baldassini. Il confronto ha riunito i vertici del Gruppo Servier, rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della diplomazia francese per delineare il futuro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tra sostenibilità e accesso all’innovazione.
Al centro del dibattito si pone il modello industriale di Servier, gruppo farmaceutico internazionale con una governance peculiare: essendo governato da una Fondazione non profit, l’azienda non risponde ad azionisti ma reinveste il 100% degli utili nello sviluppo e nella ricerca. Questa struttura consente una visione di lungo periodo: il Gruppo, leader mondiale in cardiologia e nell’ipertensione, punta a diventare un attore di riferimento in oncologia e neurologia, con particolare attenzione ai setting rari e ad alta complessità. Con una presenza in oltre 130 Paesi e una produzione che vede oltre il 95% dei principi attivi realizzati in Europa, il Gruppo sta vivendo una trasformazione profonda, testimoniata da una crescita del 16,2% nell’ultimo esercizio (6,9 miliardi di euro di ricavi), con il comparto oncologico che rappresenta ormai un terzo delle vendite globali.
In un’Italia segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche, la gestione efficace dei pazienti cardiometabolici diventa cruciale per il futuro del SSN. Servier, presente nel Paese da oltre cinquant’anni, ha evidenziato come l’innovazione incrementale — ovvero la semplificazione degli schemi posologici — sia la chiave per garantire la continuità del trattamento. Grazie alle terapie di combinazione di Servier per ipertensione e dislipidemie, circa un paziente su dieci oggi può gestire meglio i principali fattori di rischio cardiovascolare.
“Favorendo l’appropriatezza e l’aderenza, generiamo benefici tangibili sia sul piano clinico che su quello della sostenibilità economica,” ha spiegato Emilio Gagliardi, Managing Director di Servier Italia & Malta. “Questo meccanismo virtuoso libera risorse che possono essere dirottate verso patologie ancora prive di soluzioni terapeutiche, come i tumori rari e le malattie orfane. La nostra innovazione incrementale alimenta l’innovazione disruptive e sostiene la nostra indipendenza al servizio dei pazienti.”
L’innovazione disruptive rappresenta il cuore pulsante della roadmap strategica di Servier, alimentata da un ecosistema di “Open Innovation” globale, collaborazioni e partnership con biotech che rafforzano il posizionamento del Gruppo tra i player più dinamici dell’innovazione in oncologia e neuroscienze. Questa strategia consente anche ai pazienti italiani di accedere a terapie innovative di precisione “first-in-class”, in grado di trasformare radicalmente il trattamento di tumori a prognosi infausta e orfani di terapie, come il colangiocarcinoma e la leucemia mieloide acuta e nel prossimo futuro i gliomi a basso grado e il melanoma uveale.
Tuttavia, il passaggio dal laboratorio al paziente richiede un ecosistema nazionale ricettivo. Durante il confronto sono emerse proposte concrete per rafforzare la resilienza del sistema: dall’introduzione sistematica di indicatori di aderenza nel Sistema Nazionale di Garanzia, alla necessità di garantire un accesso tempestivo e uniforme ai test genetico-molecolari su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è favorire la medicina di precisione e l’appropriatezza terapeutica, assicurando ai pazienti una disponibilità rapida delle terapie innovative. A ciò si affianca l’importanza di sviluppare partnership pubblico-private per la produzione di dati di Real World Evidence, a supporto di una programmazione sanitaria più efficace.
“Il tema dell’aderenza terapeutica nelle patologie croniche,” ha affermato il Presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, “si lega oggi a una dimensione più ampia di sostenibilità e competitività del sistema salute. In un contesto internazionale segnato da strumenti come la clausola del Most Favoured Nation, è fondamentale preservare l’attrattività dell’Europa e dell’Italia per gli investimenti farmaceutici. È necessario un quadro regolatorio stabile, competitivo e capace di valorizzare l’innovazione, anche attraverso un approccio value-based che riconosca il valore complessivo delle terapie in termini di esiti di salute, qualità della vita e benefici per il sistema nel suo insieme.”

Ultimo aggiornamento

2 Aprile 2026, 23:57