Cronicità, Associazioni chiedono l’inclusione di oncoematologia e psoriasi nel Piano Nazionale
Data:
10 Giugno 2026
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L’esclusione genera disuguaglianze territoriali e costi indiretti milionari.
Appello urgente alle Istituzioni per un aggiornamento immediato del Piano Nazionale della Cronicità.
Roma, 8 giugno 2026 — Centinaia di migliaia di pazienti con neoplasie ematologiche croniche e psoriasi restano oggi fuori dal Piano Nazionale della Cronicità. Per questo Salutequità, AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma) e APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) lanciano un appello congiunto al Ministero della Salute e alle Istituzioni: includere subito queste patologie nella programmazione nazionale per garantire equità di accesso alle cure e ridurre le disuguaglianze territoriali e i costi a carico di famiglie e INPS.
Il Presidente di Salutequità Tonino Aceti ha dichiarato: “La gestione delle malattie croniche in Italia rappresenta una sfida sempre più incalzante e complessa. Grazie alla disponibilità del Ministero della Salute abbiamo promosso un momento di confronto multistakeholder affinché il Piano Nazionale della Cronicità faccia un passo avanti per rafforzare l’equità del nostro Servizio sanitario nazionale.”
“Il nuovo Piano Nazionale prevede la possibilità di aggiornare periodicamente le schede di patologia contenute nella sua parte seconda. Neoplasie ematologiche croniche e psoriasi rispondono pienamente ai criteri di cronicità definiti dal PNC. Lavorare su questo fronte significa costruire un sistema che non lasci indietro nessuno – e oggi insieme alle associazioni pazienti stiamo chiedendo esattamente questo alle Istituzioni” ha affermato Aceti.
L’appello è stato presentato oggi al Ministero della Salute nel corso dell’evento “Equità di accesso alle cure in oncoematologia e psoriasi. L’aggiornamento del Piano Nazionale Cronicità per garantire più diritti dei pazienti” – promosso da Salutequità con il Patrocinio di AIL e APIAFCO – che ha riunito istituzioni, clinici ed esperti per discutere l’aggiornamento del Piano Nazionale della Cronicità e le criticità ancora irrisolte.
L’iniziativa segna un momento di forte convergenza tra le associazioni di pazienti, la comunità scientifica e le organizzazioni che da tempo denunciano un vulnus nel sistema di programmazione sanitaria nazionale: centinaia di migliaia di persone affette da condizioni croniche complesse non godono di una pianificazione nazionale dedicata che garantisca programmazione, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure. Non gestire adeguatamente queste cronicità significa aumentare ricoveri evitabili, frammentazione assistenziale e costi a carico delle famiglie.
Il contesto: un’opportunità non più rinviabile
“Oggi molte neoplasie ematologiche sono diventate patologie croniche” ha affermato Gaetano Biallo, Direttore Generale AIL. “I progressi della ricerca ci hanno consegnato pazienti che vivono più a lungo – in molti casi con un’aspettativa di vita sovrapponibile a quella della popolazione sana. È una conquista straordinaria. Ma la programmazione sanitaria deve progredire velocemente. L’ingresso nel Piano Cronicità è indispensabile per garantire continuità assistenziale e supporto ai pazienti e alle famiglie.”
“La psoriasi, oggi denominata malattia psoriasica, non è una semplice patologia della pelle, è una malattia cronica sistemica con una importante rilevanza epidemiologica e un significativo impatto clinico ed economico” ha dichiarato Valeria Corazza, Presidente APIAFCO. “Oggi più che mai è fondamentale riconoscere alla psoriasi la piena dignità normativa: una patologia troppo a lungo ignorata, che deve essere trattata al pari delle altre malattie croniche già incluse nel Piano Nazionale delle Cronicità.”
Ultimo aggiornamento
8 Giugno 2026, 18:02
Messina Medica 2.0