Dire, Fare, Ripudiare, l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Messina aderisce alla campagna R1PUD1A di EMERGENCY
Data:
11 Giugno 2026
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È di grande importanza l’adesione alla campagna R1PUD1A promossa da EMERGENCY, lanciata nel novembre 2024 su tutto il territorio nazionale: essa ribadisce uno dei valori fondamentali del dettato costituzionale: “l’Italia ripudia la guerra”, come impone l’articolo 11 della nostra Costituzione.
Per rimarcarlo sono state sostituite le lettere “I” della parola RIPUDIA con i numeri dell’articolo 11.
Ad oggi hanno aderito oltre 635 Comuni (nella nostra Provincia i Comuni di Messina, Lipari, S. Teresa di Riva, Rometta M. e Savoca), 300 tra Istituti culturali e Associazioni, 1000 Scuole e 4000 adesioni individuali.
Da pochi giorni ha aderito anche l’Università degli Studi di Messina.
L’obiettivo è quello di riportare al centro del dibattito pubblico il valore del ripudio della guerra, non solo come principio costituzionale, ma anche come impegno morale per il futuro delle nuove generazioni.
Siamo profondamente convinti che in questo momento sia fondamentale il ruolo della cultura, ispiratrice e custode della coscienza civile e del sentire popolare, punto di riferimento per la cittadinanza e la comunità.
EMERGENCY ONG ETS è un’organizzazione indipendente e neutrale, fondata nel 1994 con l’obiettivo di offrire cure medico-chirurgiche gratuite e di alta qualità alle vittime di guerre, mine antiuomo e povertà. L’origine e la fondazione di EMERGENCY non derivano da una serie di principi e dichiarazioni. È stata piuttosto concepita su tavoli operatori e in corsie d’ospedale.
In oltre trent’anni di attività, operando in Paesi come Afghanistan, Iraq, Sudan, Sierra Leone, Uganda, Ucraina e Palestina, abbiamo osservato direttamente le drammatiche conseguenze delle guerre. Dal 2006 offriamo sul territorio nazionale, tramite il progetto “Programma Italia”, assistenza sanitaria e di base, orientamento socio-sanitario e supporto infermieristico a migranti, persone senza fissa dimora e indigenti: ben il 35% della nostra utenza è costituito da cittadini italiani.
Da dicembre 2023 operiamo anche nel mar Mediterraneo con una nostra nave da ricerca e soccorso (SAR), la “Life Support”.
In questi 32 anni abbiamo curato in maniera gratuita e con una Medicina di alta qualità più di 14 milioni di persone
Oggi, purtroppo ancora di più, i luoghi destinati all’assistenza sanitaria sono diventati obiettivi di guerra: garantire le cure essenziali significa operare quotidianamente in condizioni di rischio estremo, con potenziali gravi conseguenze sulla sicurezza del personale e sull’accesso alle cure per la popolazione.
Tuttavia, c’è un ostacolo che rende tutto ancora più difficile e che colpisce al cuore il Diritto Internazionale Umanitario ed è la detenzione arbitraria del personale sanitario.
Quando in un teatro di guerra viene arbitrariamente impedita l’attività di un medico non si sta danneggiando solo un individuo ma si sta colpendo ogni paziente che quel medico avrebbe potuto curare. Colpire un chirurgo significa condannare a morte decine di persone.
Un Sanitario in zona di guerra è un imparziale operatore di pace che agisce soltanto in base al bisogno della popolazione.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività: lo dice la Costituzione italiana nel suo articolo 32.
Questo ci ha spinti a promuovere costantemente una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani.
L’attività di EMERGENCY si focalizza sulla sostenibilità a lungo termine attraverso la formazione dello staff locale, un impegno riconosciuto dai Ministeri della Sanità dei diversi Paesi ospitanti e che spesso offre una seconda opportunità di reintegrazione sociale alle vittime di guerra.
L’impegno sul campo di EMERGENCY si traduce in progetti concreti adattati alle esigenze dei diversi territori, con un forte focus sulla cura e sulla formazione medica avanzata.
In Afghanistan dal 1999 abbiamo curato più di 8,5 milioni di persone in tre ospedali, in un centro di maternità e creando posti di primo soccorso per curare le vittime di una guerra pluridecennale e delle sue conseguenze
In Sierra Leone, l’organizzazione è attiva dal 2001 con il Centro chirurgico di Goderich e una rete di Posti di primo soccorso. In un Paese storicamente segnato da uno dei tassi di mortalità infantile più alti al mondo, EMERGENCY ha mantenuto i propri presidi sempre aperti — persino durante l’epidemia di Ebola del 2014 — applicando rigidi protocolli di triage.
In Uganda, a Entebbe, sorge il Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica, un ospedale inaugurato nel 2021 e progettato pro bono dallo studio Renzo Piano Building Workshop (RPBW) insieme a TAM associati. Questa struttura rappresenta un vero e proprio modello di architettura sostenibile, definita dal fondatore Gino Strada “scandalosamente bella” per riaffermare il diritto alla bellezza oltre che alla cura. Il centro offre interventi chirurgici gratuiti a bambini e adolescenti affetti da malformazioni congenite e patologie complesse, fungendo al contempo da polo accademico di specializzazione medica.
In Sudan, il Centro Salam di cardiochirurgia a Khartoum rappresenta una pietra miliare della cooperazione sanitaria, essendo stato il primo centro cardiochirurgico completamente gratuito dell’intero continente africano. La struttura accoglie pazienti adulti e pediatrici affetti da cardiopatie congenite e acquisite, offrendo cure di elevatissimo standard. In parallelo, lo staff locale e gli stagisti vengono formati costantemente attraverso programmi di training on-the-job e seminari clinici in stretta collaborazione con l’Accademia infermieristica di Port Sudan.
In Iraq, presso il Centro di riabilitazione e reintegrazione sociale di Sulaymaniyah, l’assistenza medica si fonde con il riscatto sociale. Qui i pazienti che hanno subito amputazioni o forti disabilità a causa della guerra possono frequentare corsi di formazione professionale in falegnameria, sartoria, pelletteria e carpenteria metallica, garantendo anche una reale autonomia economica.
Nella Striscia di Gaza, EMERGENCY interviene nell’area di Khan Younis attraverso due cliniche di assistenza primaria ad al-Qarara e al-Mawasi. In quest’area la domanda di servizi sanitari di base è drammaticamente aumentata, raggiungendo le 2.500 consultazioni settimanali, rivolte principalmente a donne in gravidanza e bambini. Oltre a curare le patologie più diffuse — come infezioni respiratorie, malattie della pelle e patologie croniche, i team garantiscono il primo soccorso e collaborano attivamente con il Nasser Medical Complex, il più grande ospedale della Striscia, per la gestione delle maxi-emergenze.
Nel 2007 EMERGENCY ha iniziato un progetto di cooperazione sanitaria profondamente innovativo: portare sanità di eccellenza in Africa affermando nella pratica il diritto a ricevere cure gratuite e di elevata qualità per ogni essere umano. Sulla base di questi principi nel 2010 è nata ANME (African Network of Medical Excellence-rete sanitaria di eccellenza in Africa) che ha l’obiettivo di costruire una rete di centri medici di eccellenza per rafforzare i sistemi sanitari dell’intero continente africano, creando una strategia comune di risposta ai problemi sanitari dell’area.
La gratuità e l’eccellenza della cura sono i fondamenti di questo modello.
“Come medico, potrei paragonare la guerra al cancro. Il cancro opprime l’umanità e miete molte vittime: significa forse che tutti gli sforzi compiuti dalla medicina sono inutili? Al contrario, è proprio il persistere di questa devastante malattia che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per prevenirla e sconfiggerla.”
Gino Strada, Stoccolma, 30 novembre 2015
Inquadrando il QR Code è possibile scaricare il logo “Chi Cura R1PUD1A la guerra”
Contatti Gruppo Emergency Messina
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Dott. Vito Aronica – Medico – Volontario Gruppo Emergency di Messina
Dott. Giampiero Neri – Graphic Designer – Volontario Gruppo Emergency di Messina
Dott. Orazio Grimaldi – Medico – Coordinatore d’Area Gruppi Emergency Sicilia
Ultimo aggiornamento
10 Giugno 2026, 22:39
Messina Medica 2.0