Il Patrimonio Agricolo e gli approcci di paesaggio integrato
Data:
27 Luglio 2026
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L’omologazione globale delle pratiche agricole e la preferenza per i mercati su larga scala stanno riducendo la multifunzionalità dei paesaggi rurali, erodendo i valori relazionali tra le comunità e i loro ambienti, e minacciando l’agrobiodiversità e le tradizioni culinarie locali. Gli “approcci di paesaggio integrato” cercano di bilanciare conservazione e produzione combinando interessi sociali, ecologici ed economici. Tuttavia, la loro attuazione nelle aree rurali è spesso ostacolata dallo scarso coinvolgimento degli stakeholder, da lacune di competenze e da una cooperazione inadeguata tra enti locali e nazionali.
Il programma GIAHS (Globally Important Agricultural Heritage Systems), istituito dalla FAO nel 2002, rappresenta un modello di gestione integrata poco studiato. I siti GIAHS sono sistemi socio-ecologici dinamici in cui pratiche tradizionali, sicurezza alimentare e culture locali si intrecciano. Per ottenere il riconoscimento, un sito deve soddisfare cinque criteri: sicurezza alimentare e dei mezzi di sussistenza, agrobiodiversità, sistemi di conoscenza tradizionali, sistemi di valori e organizzazioni sociali, e caratteristiche del paesaggio rurale. Nel 2025 si contavano 102 siti in 29 paesi. Questo studio analizza le caratteristiche che permettono a tali sistemi di rimanere attivi, i loro impatti e le sfide attuali, basandosi su un’indagine metodologica di tipo “Q-survey”.
La ricerca ha utilizzato un Q-survey online per identificare i punti di vista interni alla comunità GIAHS. Partendo da una revisione di 60 studi empirici su 33 siti, sono state formulate 34 affermazioni (raggruppate in categorie quali qualità dei prodotti, catene del valore, pratiche agricole, aspetti ecologici, economici, sociali e culturali) e tre domande aperte. Hanno completato il sondaggio 31 esperti (ricercatori, manager, consulenti e agricoltori) in rappresentanza di 22 siti in 13 paesi. L’Analisi delle Componenti Principali (PCA) ha permesso di classificare i siti in quattro categorie distinte.
Dall’analisi sono emersi quattro orientamenti strategici dei siti GIAHS:
• Categoria 1: Alimenti certificati di alta qualità per mercati locali e visitatori. Questi sistemi si concentrano sulla certificazione dei prodotti (es. marchi biologici o indicazioni geografiche) e sul mantenimento dell’agrobiodiversità in parcelle piccole e frammentate. Il turismo rurale e la ristorazione locale sono visti come motori di rigenerazione economica. Il riconoscimento aumenta l’orgoglio comunitario e la visibilità.
• Categoria 2: Alimenti di base e celebrazione delle varietà colturali tradizionali. In questa categoria, i prodotti agricoli costituiscono la base della dieta nazionale. Vi è un forte coinvolgimento delle donne nella selezione dei semi e nella trasformazione. La designazione tutela il patrimonio bioculturale (es. sistemi di irrigazione storici).
• Categoria 3: Dal globale al locale, la sostenibilità al centro dell’agricoltura. Questi sistemi sono orientati all’esportazione internazionale di prodotti rinomati. Le associazioni dei produttori facilitano l’accesso ai mercati esterni e le pratiche agricole sono commercializzate come attrazioni turistiche, rivitalizzando l’economia locale.
• Categoria 4: Forte identità culturale e adattamento ai cambiamenti climatici. Le pratiche agricole sono il fulcro di rituali, festività e opere artistiche. Di fronte alle mutazioni climatiche, gli agricoltori si adattano modificando la produzione, basandosi sulla solidarietà comunitaria (condivisione delle eccedenze) e sul riciclo dei sottoprodotti agricoli.
I GIAHS dimostrano che è possibile integrare la produzione alimentare con la conservazione della biodiversità e del patrimonio culturale, offrendo soluzioni concrete alle criticità degli approcci di paesaggio integrato.
Tutti e quattro i modelli evidenziano una gestione multifunzionale del territorio. Mentre la Categoria 2 punta sulla continuità della tradizione, le Categorie 1 e 3 mostrano come l’innovazione (tramite eco-label e turismo) possa sostenere l’economia locale. La Categoria 4 evidenzia la resilienza socioculturale di fronte al clima, anche se gli autori suggeriscono l’integrazione di innovazioni tecnologiche nel lungo periodo.
Il beneficio principale del riconoscimento FAO è immateriale: rafforza l’identità locale, promuove la cooperazione e stimola politiche di salvaguardia ambientale. Tuttavia, l’obiettivo FAO legato al “capacity building” (formazione e sviluppo delle competenze locali) è percepito come solo parzialmente raggiunto. Emergono infine sfide comuni drammatiche: l’abbandono delle terre, l’invecchiamento della popolazione agricola, la volatilità dei prezzi e gli impatti climatici estremi, che minacciano la sostenibilità futura di questi patrimoni mondiali.
L’articolo originale è rintracciabile al link: https://ecologyandsociety.org/vol31/iss2/art3/
Ultimo aggiornamento
21 Luglio 2026, 12:48
Messina Medica 2.0