I gettonisti: poche luci e molte ombre!

Data:
7 Settembre 2026

I gettonisti: poche luci e molte ombre!

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Nonostante il divieto totale di stipulare nuovi contratti in vigore dal 31 luglio 2025, le aziende sanitarie italiane continuano a ricorrere a medici e infermieri gettonisti forniti da cooperative o agenzie esterne per coprire i turni scoperti, specialmente nei pronto soccorso. L’analisi condotta da Il Post sui contratti Anac (da inizio 2024 a marzo 2026) rivela che almeno 55 aziende sanitarie su circa 200 hanno aggirato le regole proseguendo con assunzioni o proroghe.
L’impiego massiccio dei gettonisti è nato con l’emergenza COVID-19 per colmare la carenza di personale dovuta al blocco delle assunzioni e ai tagli alla spesa pubblica. Le retribuzioni basse, i turni gravosi e il rischio di aggressioni hanno reso la sanità pubblica poco attrattiva. La soluzione dei gettonisti garantisce l’operatività immediata dei reparti ed evita i vincoli sui costi del personale dipendente, offrendo ai lavoratori orari flessibili e compensi nettamente superiori. Tuttavia, questo sistema ha spinto sempre più medici e infermieri a licenziarsi dal SSN per lavorare a gettone, creando un circolo vizioso che aumenta i costi per lo Stato. Inoltre, la mancanza di concorsi storici nell’assegnazione dei gettonisti comporta il rischio di impiegare specialisti in reparti non coerenti con le loro competenze (es. pneumologi in cardiologia).
Per arginare il fenomeno, il governo è intervenuto in tre fasi:

  1. Nel 2023 ha consentito l’ingaggio di gettonisti unicamente in caso di urgenza.
  2. Nell’ottobre 2024 ha approvato linee guida per impedire contratti superiori a 12 mesi e il loro rinnovo.
  3. Il 31 luglio 2025 ha stabilito l’ultimatum con il divieto totale di stipulare nuovi contratti.
    Nonostante queste norme, le strutture sanitarie continuano ad aggirare i blocchi attraverso diverse strategie:
    Uso di codici CPV generici Per eludere i controlli, molte aziende hanno sostituito i codici CPV specifici per medici (79625000-1) e infermieri (79624000-4) con il codice generico 79620000-6 (“servizi di fornitura di personale, compreso personale temporaneo”). Nel 2025, i contratti con codice specifico sono calati del 30% (da 54,1 a 45,3 milioni di euro), ma quelli con codice generico sono aumentati del 10% (raggiungendo i 449 milioni). La spesa totale è quindi cresciuta, mantenendo inalterato l’uso di gettonisti anche nei mesi successivi al divieto del 31 luglio 2025.
    Frazionamento degli appalti e accordi-quadro Gli ospedali ricorrono al frazionamento dei bandi di gara suddividendoli per singoli reparti o reiterando gli appalti nello stesso anno. In questo modo la spesa rimane sotto la soglia di 140mila euro, evitando le gare pubbliche. In altre regioni si fa uso di accordi-quadro stipulati a livello regionale prima del divieto, sui quali le singole aziende continuano a poggiare per estendere le prestazioni.
    Motivazioni di urgenza esplicitate impropriamente I contratti esaminati richiamano quasi sempre lo stato di urgenza per derogare ai divieti, ma nei dati Anac il campo relativo alla motivazione riporta frequentemente la dicitura “non applicabile”. Un caso emblematico è un bando da 5,84 milioni di euro indetto dall’Ulss 9 Scaligera di Verona nel dicembre 2025 per coprire i turni nei pronto soccorso e in anestesia. Per fare ricorso alla deroga, le strutture dovrebbero prima dimostrare di aver esaurito le graduatorie dei concorsi e la mobilità interna, e l’ingaggio dovrebbe avvenire una sola volta senza proroghe.
    Superamento di tariffe e orari massimi La normativa stabilisce un compenso orario massimo di 85 euro per i medici in pronto soccorso (75 euro negli altri reparti) e di 28 euro per gli infermieri (25 negli altri reparti), con un limite orario di 48 ore settimanali. In molti appalti tali vincoli non vengono riportati nei contratti. Ad esempio, a Frosinone un medico gettonista ultrasettantenne ha registrato 442 ore di lavoro in un singolo mese (36 turni) per un compenso di 35mila euro lordi, giustificato dall’azienda con l’assenza di candidature al concorso pubblico indetto.
    I controlli dei carabinieri dei NAS nel 2025 hanno portato a 49 denunce e 39 segnalazioni per irregolarità su orari e compensi. Tuttavia, la mancanza di sanzioni dirette per i dirigenti e la frammentazione delle competenze tra Ministero e Regioni rendono difficile reprimere gli elusioni. I fondi impiegati per i gettonisti vengono inseriti nel bilancio sotto la voce “beni e servizi”, aggirando i tetti posti sulle spese di reclutamento del personale fisso. Secondo i sindacati medici, queste risorse avrebbero consentito l’assunzione di oltre 30mila medici di ruolo, ma la mancanza di una volontà politica unitaria impedisce la riforma del sistema.

L’argomento è stato tratto dal POST ai link:
https://www.ilpost.it/2026/05/13/gettonisti-ospedali/
https://www.ilpost.it/2026/06/25/controlli-medici-gettonisti-anac/
https://www.ilpost.it/newsletter/21-giorni/8a75ac33ca5e8a098e55587ad1d83a2a/
https://www.ilpost.it/2026/02/28/medico-gettonista-lecco-condannato-omicidio/
https://www.ilpost.it/2025/08/03/divieto-assunzione-gettonisti-pronto-soccorso-ospedali/

Ultimo aggiornamento

6 Settembre 2026, 22:29