Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche: al via “Value for Care”, la campagna che promuove personalizzazione e appropriatezza della cura per migliorare la qualità di vita dei pazienti con artrite reumatoide

Data:
17 Ottobre 2026

Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche: al via “Value for Care”, la campagna che promuove personalizzazione e appropriatezza della cura per migliorare la qualità di vita dei pazienti con artrite reumatoide

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Cresce la complessità delle patologie reumatologiche croniche e si rende necessario ripensare i modelli di assistenza e di presa in carico.Come migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con l’artrite reumatoide? Personalizzazione dei percorsi di cura, accesso all’innovazione terapeutica e messa in campo di servizi digitali: questi i tre pilastri del cambiamento radicale necessario per una presa in carico ottimale dell’artrite reumatoide, rimettendo al centro i bisogni psicosociali e clinici dei pazienti.
L’obiettivo è generare valore per le persone con artrite reumatoide e per il Sistema, attraverso un approccio capace di integrare la dimensione clinica con quella sociale, sanitaria e assistenziale. Questo lo scopo della campagna Value for Care promossa da Alfasigma in collaborazione con ANMAR – Associazione Nazionale Malati Reumatici ODV, che in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Reumatologiche 2026 lancia la piattaforma educativa dedicata a chi convive con la malattia, da oggi online su www.valueforcare.it, arricchita con i contenuti di tre videostorie animate che hanno per protagonista Margherita, un personaggio guida che racconta il percorso dai primi sintomi alla diagnosi; oltre a tre videointerviste degli esperti con approfondimenti su diagnosi precoce, trattamenti e gestione della patologia.
Comprendere l’artrite reumatoide, le opzioni terapeutiche disponibili e le finalità dei trattamenti aiuta il paziente a partecipare in modo informato alle decisioni di cura e a seguire i trattamenti con maggiore continuità.
«Avere oggi una diagnosi di artrite reumatoide significa disporre di un ventaglio di opzioni terapeutiche; la sostenibilità non va intesa come semplice risparmio, ma come capacità di garantire il farmaco giusto, al momento giusto, per il paziente giusto – dichiara Silvia Tonolo, Presidente ANMAR – Per migliorare le strategie dalla diagnosi alla gestione a lungo termine è essenziale rendere il paziente consapevole e partecipe del proprio percorso di cura: conoscere la propria patologia, le possibili comorbidità e le opzioni disponibili permette di contribuire, insieme al medico, alle scelte terapeutiche. Istituzioni, professionisti sanitari e associazioni di pazienti, ciascuno nel proprio ruolo, possono contribuire a costruire una sanità capace di garantire diagnosi tempestive, continuità assistenziale e accesso equo alle cure più appropriate, indipendentemente dal luogo di residenza e dalle condizioni economiche e sociali».
L’artrite reumatoide è una patologia autoimmune complessa che si stima colpisca in Italia tra le 200.000 e le 300.000 persone (prevalenza 0,5% della popolazione)*, gravata da una sintomatologia dolorosa importante a carico delle articolazioni e da disabilità funzionale, se non trattata in maniera adeguata.
Personalizzare le strategie terapeutiche significa tener conto delle caratteristiche cliniche di ciascun paziente, dei bisogni e delle sue esigenze, ma soprattutto dell’impatto della malattia sulla quotidianità e sulle eventuali comorbidità. L’appropriatezza terapeutica riguarda tutto il percorso di cura fino alla scelta del farmaco e al monitoraggio dei benefici terapeutici nel tempo. Fondamentale il dialogo attivo e consapevole con il medico curante, necessario per individuare i bisogni ancora insoddisfatti e condividere le scelte terapeutiche e gli obiettivi.
«Personalizzare le cure per una persona con artrite reumatoide significa, essenzialmente, adattare la terapia alle caratteristiche cliniche del paziente, al suo stile di vita, ad eventuali malattie associate all’artrite reumatoide. Questo approccio consente il mantenimento o il recupero di una buona qualità di vita e la prevenzione di eventuali disabilità motorie nel lungo periodo – spiega Florenzo Iannone, Professore Ordinario di Reumatologia – DiMePRe-J, Direttore UOC Reumatologia Azienda Policlinico-Universitaria Aldo Moro di Bari – Il nostro scopo non è solo quello di spegnere l’infiammazione, ma di permettere a queste persone il ripristino o il mantenimento di una buona qualità di vita; di lavorare, di svolgere le proprie attività quotidiane e di mantenere delle buone relazioni sociali».

Ultimo aggiornamento

12 Ottobre 2026, 20:10