Sabato 7 incontro sulla Palazzata nel ciclo Memorie da ritrovare

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di Massimiliano Cavaleri

 

La Palazzata, luogo-simbolo per eccellenza di Messina, è tematica dell’ultimo evento per il 2019 della rassegna “Messina: la memoria da ritrovare”, ciclo di incontri coordinato da Giuseppe Ruggeri nei locali del Museo del Novecento diretto da Angelo Caristi. Realizzato nei locali dell’ex-rifugio antiaereo “Cappellini”, il Museo porta avanti, da anni, iniziative volte a promuovere l’identità e la memoria cittadine attraverso il confronto tra pubblico, esperti ed istituzioni. La rassegna, giunta al suo terzo incontro, ha trattato, nei due precedenti momenti di riflessione, le fontane cittadine e piazza Duomo con il contributo degli studiosi Nino Principato e Franz Riccobono. Nutrito il ‘parterre’ scientifico-organizzativo che include l’Università (referente il docente di economia del turismo Filippo Grasso), la Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali (diretta da Mirella Vinci) e la Biblioteca Regionale Universitaria (diretta da Tosi Siragusa). Il dibattito scaturito dalla presenza di un folto e interessato uditorio ha sottolineato il ruolo dei cittadini quali necessari interlocutori istituzionali nel segno di una tutela sempre più partecipata del patrimonio pubblico. Messina, con i suoi miti e il suo glorioso passato, ha le carte in regola per diventare centro d’attrazione turistica attraverso mirati circuiti culturali che fungano da naturale indotto per il suo futuro sviluppo economico. Ciò tuttavia passa, d’obbligo, per la formazione di un solido senso d’appartenenza che non può non scaturire dalla piena presa di coscienza del ruolo che noi tutti abbiamo nella gestione dei beni cittadini. Che sono tanti e variegati, e costituiscono la nostra complessiva cifra identitaria da custodire e preservare consapevolmente. La storia della Palazzata, due volte costruita e altrettante demolita dai rovinosi sismi del 1783 e del 1908, sarà oggetto dell’incontro previsto per il 7 dicembre, con inizio alle 10. Un’occasione per celebrare un glorioso capitolo della nostra storia ridisegnando al tempo stesso uno spazio urbano di strategica importanza per una città di mare come Messina.