Quando per la semplificazione il fisioterapista tornò ad essere massaggiatore

Data:
3 Giugno 2025

Quando per la semplificazione il fisioterapista tornò ad essere massaggiatore

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di Filippo Cavallarocoautori: Mariachiara Ceccio e Teresa Pintaudi, Università degli studi di Messina

Lo spazio per la divulgazione e la testimonianza professionale grazie alla trama definita dagli autori nei romanzi ci porta a vivere dimensioni inaspettate ed ad affrontare avventure affascinanti.
Poi capita che si citi Il censimento dei radical chich scritto da Giacomo Papi e che si resta sorpresi di quanto sia attuale e vicino.

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Introduction

Fare divulgazione scientifica è un’attività di comunicazione rivolta al grande pubbli­co delle nozioni e ricerche specialistiche di una disciplina in una forma di facile comprensione. Questa è un’attività che più si addice ad Alberto Angela. Lo spazio che è stato disponibile sulla rivista on line Messina Medica 2.0 (messinamedica.it) come tanti spazi di confronto sono oppor­tunità per crescere come professione e per migliorarsi come professionisti.

Imparando a presentarci in modo chiaro ed a relazionarci con altri professionisti potremo essere riconoscibili per le specifiche competenze ed il campo proprio disci­plinare.

Scrivere, discutere porta ad essere riconosciuti individualmente mentre bisogna che queste attività siano svolte da tutti i fisioterapisti per proclamare la propria identità.

Materials and methods

Dal 2019 uno spazio ogni 15 gg è aperto al confronto ed alla presentazione di quan­to una visione da fisioterapista da una chiave di lettura diversa a romanzi e saggi più o meno noti, spesso relazionandoli ad episodi di tipo clinico. Sono pertanto stati ana­lizzati i contenuti degli oltre cento articoli fino ad oggi pubblicati per rilevarne gli aspetti di preoccupazione o denuncia che la semplificazione o il riduzionismo hanno evocato.

Results

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Nel momento in cui la disciplina della Fisioterapia entrò anche nel nostro Paese in ambito accademico con la costituzione dei corsi universitari avevamo la consapevolezza che avremmo dovuto far conoscere il corpo di conoscenze dello specifico professionale, delle tecniche e di come le scienze di base facessero da fondamento a quel sapere. Questa era una novità sia per il mondo della medicina che per tutto l’ambito enciclopedico delle cono­scenze. In ambito delle conoscenze sanitarie si presentava chi aveva studiato modi e tempi che permettevano di non subire la sopravvivenza a malattie gravi e/o incurabili, addirittura si scopriva che alcuni interventi della fisioterapia limitavano gli esiti della malattia. Ai primi studenti dei corsi universitari si propose di scrivere un glossario della terminologia in fisio­terapia. Per alcuni ambiti è stato più facile relazionarsi in altri no.

Nell’analisi del testo e dei contenuti degli articoli pubblicati da Messina Medica 2.0 nella “rubrica” noterelle riabilitative del padre del libraio dalla lettura di romanzi e saggi emer­gono alcuni segnali che dovrebbero fare da pungolo per la professione.

Due problemi sono più evidenti in primis quello della semplificazione che è un rischio spe­cifico della divulgazione, poi quello del riduzionismo che è rischio specifico del pensiero scientifico.

Conclusion

Nel campo della malattia il corpo da solo affronta la sofferenza con gli strumenti di cui può disporre in autonomia. Oggi con le conoscenze scientifiche sappiamo la complessità che sottende al modo di declinare la nostra vita, per cui se ci facciamo bastare parole semplici, di uso comune, con una etimologia, una storia, che non può corrispondere al senso che altre parole, anche se riconosciute, nella semplificazione, dei sinonimi, hanno per la cultura che c’è dentro, dietro, sotto.

Alessandro Baricco sostiene che “ogni volta che ci facciamo bastare certe parole d’ordine di brutale semplicità, noi bruciamo anni di crescita collettiva spesi a non farci fottere dal­l’apparente semplicità delle cose”.

La cultura non è una cosa fumosa. La cultura sono le strade su cui camminiamo, le case dove abitiamo, le parole che ci girano in bocca e che qualche altro umano, decine di miglia­ia di anni fa, chissà perché, ha inventato. Con lo sguardo da noterella riabilitativa possiamo riscrivere così “La fisioterapia non è una cosa fumosa o magica. La fisioterapia sono le stra­de su cui cammina il ragionamento del fisioterapista, gli spazi dove viene esercitata, le parole che ci girano in bocca e che qualche altro umano, nel praticare e nel descrivere i suoi interventi ha trovato ed usato.
La cultura è una scommessa sul fatto che alla fine ci si possa capire. Per questo a volte dà fastidio.

Articolo già pubblicato su Messina Medica cartacea del dicembre 2024

Ultimo aggiornamento

2 Giugno 2025, 18:16