Come le stelle marine hanno ottenuto le loro braccia: la risposta in un fossile di 500 milioni di anni

Data:
14 Agosto 2025

Come le stelle marine hanno ottenuto le loro braccia: la risposta in un fossile di 500 milioni di anni

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Le stelle marine, celebri per la loro forma a cinque punte, nascondono un enigma evolutivo che ha incuriosito i biologi per secoli: come hanno sviluppato una struttura così unica? Un nuovo studio, basato sulla scoperta di antichi fossili in Marocco, potrebbe finalmente dare una risposta.

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La nuova specie scoperta, Atlascystis acantha, vissuta circa 500 milioni di anni fa durante il Cambriano, apparteneva al gruppo degli echinodermi — lo stesso delle stelle marine, dei ricci di mare e dei cetrioli di mare — e possedeva una simmetria bilaterale simile a quella degli esseri umani.

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Il fossile ha permesso ai ricercatori di ricostruire la transizione evolutiva degli echinodermi: da una simmetria bilaterale iniziale, passando per fasi di asimmetria e simmetria tripartita, fino ad arrivare alla simmetria pentaradiale, tipica delle stelle marine moderne. Questo percorso evolutivo è stato possibile grazie a strutture chiamate ambulacri, da cui si sono sviluppate le braccia. Originariamente due, poi una, le strutture sono state duplicate fino a formare prima tre, poi cinque “braccia”.

La scoperta, pubblicata su Current Biology, aiuta a comprendere non solo come le stelle marine abbiano sviluppato le loro cinque braccia, ma anche quando si sia verificata questa trasformazione. Tuttavia, resta aperta una domanda cruciale: perché gli echinodermi abbiano sviluppato proprio una simmetria quintupla, quando quasi tutti gli altri animali sulla Terra seguono una simmetria bilaterale. Una domanda, ammettono gli studiosi, ancora senza risposta.

Ultimo aggiornamento

13 Agosto 2025, 11:18