Quello che la foto non dice: “La Muraglia”

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a cura di Daniele Passaro

“LA MURAGLIA”

 

Di meraviglie nel mondo ce ne sono davvero tante.

La grande muraglia cinese è tra queste.

Questa opera grandiosa è stata dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità nel 1987 e inserita nel 2007 fra le sette meraviglie del mondo moderno.

Venne costruita a partire dal 215 a.C. circa per volere dell’imperatore Qin Shi Huang (lo stesso che fece realizzare l’Esercito di terracotta di Xi’an)-

La sua lunghezza è stata stimata, fino a poco tempo fa, in 6.350 chilometri con altezze variabili; oggi – misurata con moderni strumenti (tra cui GPS e raggi infrarossi) – pare raggiunga gli 8.852 km.

Andarci era un sogno… ed il sogno si è realizzato.

Per anni l’avevo immaginata, e poi più e più volte vista in fotografia, ma sempre mi chiedevo davvero come fosse dal vivo, quali emozioni potesse suscitare e quanto difficile fosse vederla.

Programmato il viaggio in Cina al primo posto c’era lei.

Non sapevo in quale sezione visitabile ci avrebbero portato e solo giunto lì ho scoperto che la nostra meta sarebbe stata Badaling.

Questa sezione della Muraglia Cinese venne costruita su un passo di montagna strategico a Nord di Pechino ed è denominata “Passo del nord”.

Dopo una lunga arrampicata in pullman, percorrendo strette strade di montagna, siamo arrivati al sito nell’ora peggiore per fotografare, intorno a mezzogiorno, ed il caldo era micidiale.

Dall’ingresso principale la sezione è percorribile sia a destra che a sinistra.

A destra c’è la sezione “facile”, la meno ripida e la più frequentata.

E subito capivi perché:

Dopo l’ingresso c’era un muro che sbarra la strada e lì devi scegliere o destra o sinistra.

Guardando a destra vedevi questo serpentone di pietra (arrogante come sa essere un’opera dell’uomo che sfida la natura da due millenni) che si inerpica sulla dorsale di varie colline e montagne, interrotto ad intervalli regolari dalle torrette di avvistamento.

E proseguiva a perdita d’occhio.

Ma dentro il serpentone c’era un tappeto umano.

Erano i visitatori…. Una folla inimmaginabile.

Ed io ero veramente deluso; ero arrivato sin lì con l’idea, la speranza di fotografare la muraglia, non i cinesi che ne percorrevano la stretta strada che fa da camminatoio tra le sue mura.

Non restava che sperare che a sinistra ci fosse meno gente, quale che fosse la fatica ed il caldo da affrontare e superare-

Dovevo portare il risultato a casa.

Preciso che questo non era un viaggio fotografico e l’unico pazzo ero io. Quindi – tra le proteste dei miei compagni di viaggio – nonostante i 10 kg di attrezzatura fotografica in spalla, sfidando un caldo micidiale e con la certezza di dovere affrontare una strada impervia e molto ripida e lastricata di pietre irregolari, abbiamo iniziato a percorrere la sezione di sinistra.

C’era pochissima gente; a tratti nessuno.

Ma nonostante la fatica (enorme), il caldo pazzesco, il serio rischio di scivolare su quei lastroni (nonostante i corrimano) e la luce pessima che mi avrebbe impedito certamente di tirare fuori foto decenti….. la sfida è stata vinta!

Percorrendo quel tratto, ovunque volgessi lo sguardo, si poteva ammirare lo sviluppo incredibile, ed a volte inaspettato, di questa strada (che tale è) costruita su mura alte più di cinque metri a strampiombo su valli e montagne verdeggianti e impervie.

Le nostre oasi di riposo e di frescura erano le guardiole che – ad intervalli regolari – interrompevano il fluire del lungo drago di pietra arrampicato tra valli e montagne senza soluzione di continuità.

La fatica era immane, c’erano tratti in pendenza quasi verticale (tanto che erano percorribili solo scalando i gradoni altissimi di cui erano dotati) ma le immagini che si susseguivano ai miei occhi erano incredibili.

Ho scattato tante foto della muraglia, ma per voi ne ho scelta una, presa da terra, che ritrae solo la strada che noi abbiamo percorso e non i muri su cui è stata tracciata (la ben nota classica foto del serpentone di pietra tra le montagne), perchè tra tutte mi è parsa la più originale e quella che più di tutte da l’idea della nostra fatica e della bellezza del sito, di cosa veramente significa percorrere la Grande Muraglia calpestando le sue antiche pietre.

Spero vi piaccia

Ecco i dati di scatto (dati c.d. exif) per chi fosse interessato

Leica Q Iso 200 – 1/1000 sec. – f 6,3 28 mm.