Quello che la foto non dice: “Il Tramonto”

Hits: 237

a cura di Daniele Passaro

“IL TRAMONTO”

Probabilmente la foto di sicuro effetto e più semplice da fare è quella di un tramonto.

Ma non tutti i tramonti sono uguali e, soprattutto, non tutte le foto dei tramonti sono semplici da fare…… come vedremo.

Veniamo alla storia di questa foto.

Era questo uno dei miei tanti viaggi in Africa, ma il primo nel sud di questo meraviglioso continente.

Appena arrivati ci è apparsa un’Africa inattesa, quella civilizzata e moderna della Namibia ricca, sorella separata e minore, del ricchissimo Sud Africa.

Città pulitissime, villette hig tech moderne con giardino e muri anti intrusione altissimi, insomma una realtà che io francamente non mi aspettavo.

Decidiamo di fare un giro per Walvis Bay (la città con il porto più importante della Namibia) e dopo avere visto migliaia di fenicotteri rosa tranquillamente sostare sulla spiaggia sottostante la passeggiata del lungomare, dopo la visita ad una enorme salina, e di altre piccole e grandi realtà, in vista del tramonto ci avviamo verso una penisola che chiude una sezione del porto ed alla fine della quale c’è un vecchio faro oggi trasformato in uno del Lodge più esclusivi e costosi della zona (poche stanze e carissime).

Dobbiamo fare presto se vogliamo arrivare in tempo per il tramonto.

Quasi subito, con sorpresa, la strada sterrata si trasforma in una porzione di deserto con dune e piste più o meno tracciate; dopo poco siamo circondati solo da sabbia, ed il mare che avevamo costeggiato sparisce.

Per fortuna viaggiamo su una jeep 4×4.

Una realtà surreale ci circonda, siamo soli, il tramonto si approssima e, in lontananza, tra le dune e le nebbie oceaniche, dopo diversi chilometri, appare in lontananza la sagoma (traballante per la rifrazione), di un fabbricato imponente accanto al quale si erge un faro.

Ecco la nostra meta così vicina eppure così lontana perché nel deserto, si sa, non hai la percezione delle distanze.

L’unico colore che ci circonda, insieme ad un silenzio irreale, è quello giallo spento del deserto e cosi, tra una duna e l’altra, cercando di non perdere la pista, avanziamo per ore verso il faro, nel nulla.

Il faro è sempre lontano e la giornata volge al termine.

Allora per non perdere il tramonto lasciamo la pista – tortuosa ed inutilmente più lunga – e cerchiamo di tagliare verso il faro ma, ovviamente, ci insabbiamo.

Sgonfiamo le ruote per dare più presa ma, come tutti sanno, senza un traino o una superficie dura, nella sabbia le ruote affondano, ed affondano fino al mozzo.

E ora qui chi ci aiuta? Siamo pure fuori pista….. Neanche a dirlo i telefoni sono out.

La disperazione, lo sconforto e la rabbia per non riuscire a fotografare al tramonto quella strana struttura, lasciano presto il posto alla speranza. Infatti appare dal nulla un mega fuoristrada mercedes “popolato” di ragazzi e ragazze (forse americani tutti bellissimi e chiaramente straricchi) che si accosta.

Sembravano usciti da una puntata di Baywatch

Capito il problema subito scendono, ci aiutano e ci trainano.

In un batter d’occhio stiamo nuovamente correndo (stavolta sulla pista) verso il faro che, dopo poco, finalmente ci appare – immenso – illuminato dalla luce rossa del tramonto.

Siamo appena in tempo, pochi minuti e tutto sarà finito.

Do uno sguardo rapido e subito capisco che foto voglio fare.

Cammino più veloce che posso, con fatica, sulla sabbia e, finalmente, trovo la posizione giusta per scattare la foto che avevo in mente e che non speravo più di potere fare.

Devo solo aspettare qualche momento che il sole trafori nel modo che voglio, con i suoi raggi dorati, questa immensa costruzione, ma deve essere coperto se no brucerò tutta l’immagine.

Eccolo! E’ un attimo….. lo scatto che attendevo è mio.

Il risultato – che adoro anche per l’estrema difficoltà nel farlo – è l’inusuale tramonto africano che vedete.

Ecco i dati di scatto (dati c.d. exif) per chi fosse interessato.

Nikon D750 – Nikon 70-200 – 1/640 sec. f/5 150 mm