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Madame Curie: NOBEL da record della famiglia

Madame Curie: NOBEL da record della famiglia

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a cura di Giovanni Pulitanò

 

E’ sempre un onore scrivere un articolo su Maria Skiodewsha, meglio conosciuta come madame Curie, donna eccezionale e determinata, vera apripista per la strada dell’emancipazione femminile. Era una donna polacca, naturalizzata francese, laureata in chimica e fisica che ha dedicato la sua vita alla scienza sulla radioattività.
Nata a Varsavia si trasferisce in Francia a studiare alla Sorbona poiché, in quegli anni in Polonia, le donne non potevano accedere agli studi universitari. In questa prestigiosa Università dove, prima donna al mondo, fu valorosa docente e dove ha conosciuto il futuro marito, compagno di ricerche Pierre Curie, che sposò nel 1895.
I due novelli sposi, a posto delle fedi, si scambiano due biciclette che usano per il loro viaggio di nozze.
In un capannone adibito a laboratorio improvvisato con pochi mezzi e da soli i due coniugi Curie iniziano a studiare il fenomeno della “radiazione” da poco scoperto dal fisico Enri Becquerel con la quale la moglie condivise nel 1903 il NOBEL per la fisica assieme al marito Pierre.
Infatti la Curie fu la prima donna al mondo ad avere due Nobel in due diverse discipline (per la chimica nel 1911) portando a ben quattro premi Nobel nella sua straordinaria famiglia con la figlia maggiore Irene per la chimica, assieme al marito Federic Joliot per la scoperta della radioattività artificiale.
I due coniugi coniano il termine di radioattività alla capacità che molti corpi hanno di emettere energia.
Tra tutti i minerali studiati notarono che alcuni hanno una radioattività più forte come la Torbenide e la Pechblenda entrambi ricchi di uranio. Da quest’ultimo minerale estraggono una sostanza che loro chiamano Polonio, in onore della patria di origine di Marie.
Nella loro costante ricerca trovano un altro elemento da loro chiamato radio che, forti della loro etica, i due coniugi non brevettano per permettere alla comunità scientifica di effettuare liberamente ricerche nel campo della radioattività. Nel 1906 arriva la tragica morte del marito investito da un carro, nel 1910 la relazione di Marie con un fisico già sposato e padre di quattro figli scatena una forma di odio nei suoi confronti facendola diventare per l’opinione pubblica “la polacca ladra di mariti”.
Durante la prima guerra mondiale aiutata dalla figlia Irene, attrezza delle automobili con apparecchiature a raggi X per individuare nel corpo dei soldati feriti chiamate (piccole Curie). Era iniziata la nuova era di  Diagnosi per immagini veramente epica. Muore il 4 Luglio del 1934, per una grave forma di anemia perniciosa dovuta alle lunghe esposizioni alle sostanze radioattive. Sulla tomba, come ultimo saluto, i fratelli depongono una manciata di terra della sua amata patria. La cassa funeraria con i suoi appunti di ricerca sono stati schermati con lamine di piombo perché pericolosi essendo ancora radioattivi.