Com’è cambiata la dermatologia con il covid? La dismorfia da Zoom fa aumentare i “ritocchini”

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di Andrea Ingegneri

Dermatologo iscritto OMCeO Messina, operante a Pisa, fondatore DRIADERM – Medicina Estetica

Con il Covid-19 l’approccio dei pazienti alla medicina si è trasformato e ciò ha riguardato anche il ramo dermatologico e di medicina estetica. Si è assitito, ad esempio, ad un notevole e improvviso aumento della richiesta del cosiddetto “ritocchino” dovuto all’uso eccessivo della “web cam” per video chiamate, webinar, riunioni online, ecc. I primi a rilevarlo sono stati gli specialisti americani che hanno identificato questo fenomeno proprio durante la prima ondata pandemica notando un boom di richieste. Si accende il proprio computer o lo smartphone, ci si prepara alla videochiamata ma ecco che a questo punto iniziano i problemi: osservando la nostra immagine risulta evidente, come ad uno specchio, il brufolo comparso o le borse sotto gli occhi passando per le labbra, il naso o le rughe di troppo, con la differenza che nello specchio non c’è nessuno dietro che ti guarda. Il fenomeno si chiama dismorfia da Zoom. Ecco quindi che Il primo mese dell’anno è il mese giusto per prendersi cura del corpo, i trattamenti di viso e corpo vanno effettuati quando ancora si è al riparo dalla luce del sole. “La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario” diceva Albert Einstein e anche la medicina estetica si adatta con nuovi trattamenti fatti di tecniche minimamente invasive, la cui domanda è in costante aumento, e con tempi di recupero brevi. Vedersi bene sta diventando sempre più un bisogno, però non deve far dimenticare le precauzioni che tutti gli studi medici devono applicare e i rigidi protocolli per la sicurezza introdotti dopo il lockdown. La Sicpre (Società Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) ha appena lanciato una campagna di sensibilizzazione e informazione proprio sulle regole relative alla sicurezza. In pole position nella lista dei trattamenti soft restano gli iniettabili e, tra questi, numero uno è il botulino. Supercollaudato neuromodulatore, è impiegato per rendere meno evidenti le linee di espressione della fronte e del contorno occhi, su cui in questo periodo, per via delle mascherine, si concentra l’attenzione.
Altra richiesta in aumento è Il rinofiller rappresenta sicuramente una tecnica innovativa e poco invasiva per il rimodellamento non chirurgico del naso. È uno dei trattamenti che sempre più viene richiesto. Permette di uniformare le “linee” del naso, migliorando l’estetica senza ricorrere alla chirurgia. La procedura consiste nell’iniezione nel sottocute di acido ialuronico. La tipologia dei filler usati deve tassativamente essere del tipo volumizzante in modo da poter avere la certezza che una volta iniettato il prodotto questo rimanga esattamente nella posizione scelta dal chirurgo. Questo trattamento è consigliato nel caso di piccoli difetti estetici, come quelli della punta e del dorso del naso: principalmente è indicato quando si ha il naso all’ingiù oppure la “gobbetta” pronunciata. Ovviamente, la correzione del naso non chirurgica modifica solamente un difetto estetico e non corregge, per esempio, una difficoltà respiratoria o una deviazione del setto nasale per le quali, invece, occorre l’intervento chirurgico. Il rinofiller è un trattamento che si effettua in ambulatorio, la procedura è poco invasiva e non necessita di alcun tipo di anestesia.
Per ottenere un ottimo risultato estetico il trattamento necessita di 20-30 minuti e generalmente non ci sono effetti collaterali di alcun tipo, solo raramente possono manifestarsi dei piccolissimi lividi che spariscono comunque nel giro di 2-3 giorni. Gli effetti del rinofiller sono visibili appena concluso il trattamento e non è necessario prendere particolari precauzioni dopo aver effettuato questo tipo di trattamento. Raccomando sempre ai miei pazienti che l’uso degli occhiali da sole dovrebbe essere evitato nelle ore immediatamente successive al trattamento.
Fra i trattamenti di medicina estetica più ricercati ci sono quelli che regalano luce istantanea al volto, la cosiddetta glowy face, ottenuta con la microdermoabrasione attraverso un flusso di micro-cristalli esfolia lo strato più superficiale della pelle, sollevando le cellule morte ed esercitando una delicata azione levigante e riduce i gonfiori dovuti al ristagno di liquidi. Il risultato è quindi un volto più disteso, riposato e dalla grana più liscia e luminosa. Associato ad una biostimolazione profonda è un toccasana per mantenere giovane la pelle del nostro viso.
Mentre per le over50 esistono prodotti a base di acido ialuronico a basso grado di reticolazione, e semi-cross-linkato, studiati per rappresentare la migliore sintesi tra un biorivitalizzante e un filler. Un trattamento anti-age iniettabile che può essere usato come integrazione o, in alcuni casi, in sostituzione del botox, consentendo di esaltare l’azione anti-aging. Sono prodotti studiati specificatamente per correggere le rughe sottili e quelle del movimento della regione periorale (codice a barre attorno alle labbra), del terzo superiore del viso ( rughe della fronte, glabella e zampe di gallina). Questi trattamenti si inseriscono tra i nuovi trend in medicina estetica che oggi puntano a prevenire l’invecchiamento con naturalezza. Non si può bloccare l’invecchiamento, ma si può accompagnare la persona tenendo conto dell’età, dello stile e della fase della vita.