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Devo preoccuparmi se mio figlio “svapa”?

Devo preoccuparmi se mio figlio “svapa”?

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di REBECCA DE FIORE (PENSIERO SCIENTIFICO EDITORE)

Capita sempre più frequentemente di vedere persone che, al posto delle sigarette tradizionali, fumano le sigarette elettroniche. La maggiore consapevolezza dei danni del fumo, infatti, ha spinto negli anni le multinazionali del tabacco a una diversificazione della propria offerta e a puntare su prodotti presentati come meno dannosi. Ma siamo davvero sicuri sia così?

Dottore, come funziona una sigaretta elettronica?

Le sigarette elettroniche sono dispositivi elettrici alimentati a batteria in grado di riscaldare un liquido, che può contenere nicotina o diverse tipologie di aromi, fino a vaporizzarlo. Il liquido è conservato in cartucce monouso o ricaricabili a seconda del tipo di sigaretta elettronica. A una prima occhiata, alcuni dispositivi di svapo, soprattutto quelli promossi per i più giovani, sembrano oggetti di uso quotidiano come orologi, penne e pennarelli [1,2].

Dottore, gli adolescenti preferiscono le sigarette elettroniche?

Devo preoccuparmi se mio figlio svapa

Lo svapo tra gli adolescenti è aumentato, anche perché molti di loro credono che fumare sigarette elettroniche sia sicuro e non comporti rischi per la salute.

Per avere un’idea dei numeri, l’Istituto Superiore della Sanità – in collaborazione con l’Istituto Mario Negri, su richiesta del Ministero della Salute – ha condotto un’indagine tra il 2017 e il 2018 che ha rivelato che tra 1.680 studenti italiani di scuola media e scuola superiore di età compresa tra i 13 e i 15 anni, il 18% dichiara l’uso di sigarette elettroniche, contro l’8% nel 2014. In pratica, in pochi anni, i giovani “svapatori” sono più che raddoppiati [1].

Dottore, quindi devo preoccuparmi se mio figlio svapa?

Direi di sì: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato che il tabacco è dannoso per la salute in ogni sua forma e non ci sono prove che le sigarette elettroniche siano meno pericolose di quelle tradizionali [3].

Originariamente questi dispositivi sono stati sviluppati come strumento utile ad aiutare le persone a smettere di fumare, in quanto la presenza di nicotina nel liquido avrebbe potuto favorire una graduale riduzione dell’uso delle sigarette tradizionali. Tuttavia, essendo queste sigarette proposte anche ai non fumatori, spesso i giovani e gli adolescenti iniziano a fumare con lo svapo e passano successivamente alle sigarette.

Per questo motivo l’uso giovanile della sigaretta elettronica dovrebbe essere attivamente scoraggiato, al pari delle sigarette di tabacco. Il problema, però, è che mentre la pubblicità è vietata per i prodotti di tabacco, è possibile fare pubblicità di sigarette elettroniche e le multinazionali del tabacco puntano sempre di più sulla promozione di sigarette elettroniche e tabacco riscaldato con campagne pubblicitarie mirate ai giovani.

Devo preoccuparmi se mio figlio svapa

Fortunatamente sta crescendo l’attenzione sul tema e anche l’Associazione Alessandro Liberati – una rete di ricercatori indipendenti che riesamina in modo sistematico i dati e la letteratura scientifica – la scorsa settimana ha presentato un appello alla politica affinché mostri maggior sensibilità e un atteggiamento etico su questo tema. “Questi prodotti sono spesso presentati come alternative meno dannose (o addirittura non dannose) delle sigarette tradizionali o come strumenti utili per smettere di fumare”, spiega Giulio Formoso, vicepresidente dell’Associazione. “Tuttavia, anche le sigarette elettroniche emettono sostanze potenzialmente tossiche mentre il tabacco riscaldato rilascia alcune delle stesse sostanze dannose presenti nel fumo di sigaretta” [4].

Nello specifico, quali sono i rischi per chi usa la sigaretta elettronica?

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Occorre premettere che, dato che sigarette elettroniche e prodotti a tabacco riscaldato sono disponibili da relativamente pochi anni, non ci sono ancora studi epidemiologici che possano determinare e quantificare (così come è stato nei decenni passati per il fumo di sigaretta) i danni che possono provocare nel lungo periodo. Tuttavia, ci sono già oggi studi attendibili che mostrano come l’aerosol dello svapo non sia innocuo.

Una revisione dell’Accademia Nazionale delle Scienze, Ingegneria e Medicina statunitense riporta che le sigarette elettroniche – quando il liquido con la nicotina viene riscaldato a temperature elevate – emettono sostanze potenzialmente tossiche come particolato fine, metalli, formaldeide, acroleina. Queste sostanze sono note per causare effetti negativi sulla salute come malattie cardiovascolari e respiratorie e nel lungo periodo potrebbero aumentare il rischio di tumori. Vi sono inoltre prove che negli adolescenti l’uso delle sigarette elettroniche possa aumentare le riacutizzazioni dell’asma e provocare tosse [5].

Dottore, come faccio a sapere se mio figlio svapa?

A differenza delle sigarette, che sono disponibili in forme standard e hanno un odore distinto, le sigarette elettroniche sono più difficili da rilevare (per esempio quelle a forma di penna potrebbero confondersi negli astucci di scuola). Alcuni segnali però potrebbero essere indicativi [1,2]:

  1. odore di frutta o caramelle, perché la maggior parte degli adolescenti preferisce vaporizzatori con aromi dolci;
  2. tendenza a bere più del solito, perché la bocca è spesso secca;
  3. problemi respiratori o comparsa di tosse inspiegabile;
  4. sangue dal naso;
  5. aumento dell’irritabilità o sbalzi d’umore.

Dottore, cosa posso fare per dissuadere mio figlio dallo svapare?

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Abbiamo visto che molti dispositivi di svapo contengono la nicotina, la stessa sostanza chimica che crea dipendenza nelle sigarette tradizionali, dunque smettere di svapare è difficile quanto smettere di fumare.

Una soluzione può sicuramente essere parlare fin da bambini ai propri figli delle conseguenze sulle sostanze chimiche e nocive che le persone inalano quando usano la sigaretta elettronica. Inoltre, se da genitori siete preoccupati che i vostri figli siano dipendenti dallo svapo, è importante sapere che ci sono diverse opzioni di trattamento e che può essere utile parlarne con il proprio medico per avere informazioni circa gli approcci terapeutici che possono aiutare a curare la dipendenza da nicotina [1].

(Fonte: dottoremaeveroche.it)