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ISS: Temperature ambientali elevate. Ondate di calore

ISS: Temperature ambientali elevate. Ondate di calore

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INTRODUZIONE

L’aumento della temperatura ha portato sempre più frequentemente a fenomeni ambientali e climatici estremi come piogge molto intense (comunemente indicate come bombe d’acqua), alluvioni, siccità e ondate di calore, vale a dire periodi di due o tre giorni di caldo molto intenso e secco, oppure di caldo molto umido e senza vento.
L’area del Mediterraneo è considerata particolarmente a rischio: in Italia negli ultimi 50 anni le ondate di calore hanno rappresentato, durante l’estate, un pericolo naturale diffuso e insistente, con un costante aumento delle temperature.
Insieme al crescente invecchiamento della popolazione italiana, le ondate di calore rappresentano una particolare minaccia per la salute di persone deboli e fragili come i malati cronici e gli anziani, spesso anche soli e poveri.
La situazione non è purtroppo limitata all’Italia: circa il 20% dei cittadini dell’Unione Europea ha infatti più di 65 anni e si calcola che, nel 2050, quelli compresi in tale fascia d’età saranno circa il 30% della popolazione.
L’ondata di calore più grave (agosto 2003), ad esempio, è stata così intensa e lunga, che si considera abbia indirettamente provocato, in 12 paesi europei, più di 70.000 morti, soprattutto tra gli anziani.
Dal 2005 il Ministero della Salute ha stabilito un piano nazionale per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, per favorire la collaborazione tra le istituzioni e fornire indicazioni per la previsione delle ondate di calore e degli effetti del caldo sulla salute dei cittadini.
Sul sito del Ministero della Salute ogni anno, nel periodo compreso da maggio a settembre, sono pubblicati bollettini giornalieri che contengono informazioni sullo stato delle temperature nelle diverse città italiane e alcune utili e valide indicazioni sulle cose da fare per difendersi meglio dal caldo (Bollettini delle ondate di calore). Le città presenti nel Bollettino sono contraddistinte da bollini di colore diverso, in base al livello di rischio legato alle ondate di calore:
·    bollino verde (Livello 0), condizioni meteorologiche senza rischi per la salute della popolazione
·    bollino giallo (Livello 1), stato di pre-allerta. Condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore
·    bollino arancio (Livello 2), temperature elevate e condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute della popolazione, in particolare nelle persone più a rischio
·    bollino rosso (Livello 3), ondata di calore. Condizioni ad elevato rischio che durano per 3, o più, giorni di seguito
Inoltre, il sito del Ministero (Ondate di calore) fornisce altre informazioni importanti come: la mappa dei servizi di assistenza presenti sul territorio, un video che risponde alle domande più frequenti e una serie di opuscoli con consigli pratici su come proteggere bambini, anziani, animali e su come difendersi dalle ondate di calore in generale o in situazioni specifiche come al lavoro o in gravidanza.
 
COME IL CORPO SI DIFENDE DALLE ONDATE DI CALORE
Il corpo umano possiede meccanismi naturali di raffreddamento: l’ipotalamo, una specifica regione del cervello, è la centralina che si occupa di regolare la temperatura del corpo (termoregolazione), normalmente controllata e mantenuta intorno ai 37 gradi centigradi (37°C).
Tale temperatura rappresenta l’equilibrio tra la quantità di calore che il corpo umano produce, con il suo metabolismo e le varie attività, e quella che riesce ad eliminare, ad esempio, attraverso il sudore.
Sudando, il corpo elimina circa il 75% del calore totale; non sempre, però, questi meccanismi funzionano correttamente. Se, ad esempio, l’umidità è molto elevata, il sudore evapora più lentamente e il calore corporeo non viene eliminato come dovrebbe: questo è il motivo per cui il caldo umido è percepito maggiormente rispetto a quello secco.
Se ciò accade, come nel caso delle ondate di calore, la temperatura del corpo aumenta troppo causando, a volte, danni a diversi organi vitali, compreso il cervello.
Le persone anziane e i bambini al di sotto dei quattro anni tendono a sudare di meno ed è per questo che sono considerati le fasce più deboli.
Gli anziani, inoltre, avvertono meno dei giovani lo stimolo della sete e quando fa molto caldo sono portati a bere meno di quanto dovrebbero fare per poter sudare e disperdere il calore.
Il consumo di alcolici, bevande che contengono caffeina e alcune medicine (come antidepressivi e farmaci per la cura della malattia di Parkinson) ostacolano la capacità di raffreddamento dell’organismo.
 
EFFETTI SULLA SALUTE
Gli effetti delle ondate di calore sull’organismo umano possono essere più o meno gravi a seconda delle condizioni ambientali (temperatura ed umidità), della durata e delle specifiche caratteristiche fisiche e di salute della singola persona.
Nei malati cronici, specialmente in quelli che soffrono di malattie respiratorie, cardiovascolari, cerebrali, renali, di diabete e di disturbi mentali, le ondate di calore possono causare complicazioni alla salute.
Gli effetti diretti sono costituti da semplici eruzioni cutanee, forte stanchezza, gonfiore degli arti, fino a colpi di sole, colpi di calore con congestione e disidratazione, svenimento e crampi. Questi ultimi, in genere, sono causati dalla mancanza di sali minerali dovuta alla forte sudorazione e sono accompagnati da disturbi (sintomi) come mal di testa (cefalea), stanchezza e affaticamento; chi ne soffre dovrebbe immediatamente reidratarsi bevendo abbondante acqua e sali minerali.
Il gonfiore (edema), localizzato soprattutto ai piedi e alle caviglie, è collegato ad una insufficienza venosa, cioè ad una dilatazione dei vasi sanguigni periferici con conseguente ristagno di sangue.
Lo svenimento causa un’improvvisa perdita di coscienza ed è dovuto ad un calo di pressione arteriosa con successiva diminuzione della quantità di sangue che arriva al cervello. Lo svenimento può essere prevenuto se, alla comparsa dei primi disturbi (sintomi) quali, ad esempio, vertigini, sudore freddo, visione opaca, si fa distendere la persona con le gambe sollevate rispetto al cuore.
La congestione si verifica quando, durante o subito dopo i pasti, si introducono bevande ghiacciate in un organismo surriscaldato. L’eccessiva quantità di sangue che arriva all’addome può, infatti, rallentare o bloccare la digestione. I primi sintomi sono: sudorazione e dolore al torace.
La disidratazione è una condizione che si verifica quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore rispetto a quella introdotta. Normalmente, grazie allo stimolo della sete, si assumono circa 1,5 litri di acqua al giorno.
L’organismo si disidrata, iniziando a funzionare male, quando le perdite di liquidi dovute alle ondate di calore, al sudore, alla febbre, al vomito e alla diarrea, non sono reintegrate con quantità adeguate di acqua.
I disturbi (sintomi) principali della disidratazione sono sete, debolezza, vertigini, tachicardia (palpitazioni), ansia, pelle e mucose asciutte ed abbassamento della pressione del sangue (ipotensione).
Lo stress da calore è un disturbo (sintomo) di maggiore gravità e si manifesta con un senso di leggero smarrimento, malessere generale, debolezza, nausea, vomito, mal di testa, rallentamento del battito cardiaco (bradicardia), abbassamento della pressione (ipotensione), confusione, irritabilità. La temperatura corporea può essere leggermente elevata ed è comune una forte sudorazione.
Se non è diagnosticato e curato immediatamente, può progredire fino al colpo di calore.
Il colpo di calore rappresenta una condizione di emergenza vera e propria, che deve essere trattata il prima possibile. Si verifica quando la temperatura corporea raggiunge valori intorno ai 40 gradi, e anche superiori, perché la capacità di regolazione della temperatura non funziona bene. Questo può causare iperventilazione, disidratazione, insufficienza renale, edema polmonare, aritmie cardiache, fino ad arrivare allo shock accompagnato da delirio, con conseguente possibilità di perdita di coscienza.
Gli effetti indiretti sono per la maggior parte rappresentati da un peggioramento delle precedenti condizioni di salute.
Le persone che soffrono di pressione alta (ipertensione) o con problemi al cuore, soprattutto se anziani, possono manifestare gravi episodi di diminuzione della pressione arteriosa, soprattutto nel passare dalla posizione sdraiata a quella in piedi (ipotensione ortostatica) con possibilità di cadute.
 
SOGGETTI A RISCHIO MAGGIORE
L’impatto delle ondate di calore sulla salute, in termini di aumento della mortalità e dei ricoveri ospedalieri, rappresenterà una delle emergenze sanitarie dei prossimi anni.
I principali fattori di rischio per la salute causati dalle ondate di calore, sono:
·    età (anziani, neonati e bambini con maggiori difficoltà ad eliminare il calore in eccesso ed in parte, o del tutto, non autosufficienti)
·    gravidanza
·    malattie croniche, ad esempio malattie cardiache e respiratorie, diabete, insufficienza renale
·    scarsa capacità di regolare la propria temperatura (ad esempio, quando si beve poco, si è malati oppure si abusa di alcol o droghe)
Non vanno, inoltre, sottovalutati i fattori socio-economici (vivere soli, in condizioni di povertà, essere senza casa, non avere accesso alle informazioni sanitarie). perché la povertà e la solitudine aumentano la condizione di fragilità.
Gli anziani, soprattutto se malati cronici o con malattie neurodegenerative (es. malattia di Alzheimer), sono a rischio di complicanze dovute alle ondate di calore, oltre che per la minore efficienza nella termoregolazione, hanno un ridotto stimolo della sete, sono più sensibili al calore soprattutto se si trovano in uno stato di ridotta mobilità.
I bambini molto piccoli sono a rischio anche perché dipendono dagli altri per regolare il clima dell’ambiente in cui si trovano areandolo, oscurandolo o raffreddandolo tramite l’uso di condizionatori e per l’assunzione di liquidi.
Per anziani, bambini e malati cronici, il caldo è un fattore di rischio ancora più grave se vivono in grandi città che, a causa della loro struttura, diventano delle isole di calore. Ciò avviene perché i materiali usati nella costruzione degli edifici e l’asfalto nero delle strade, di giorno, assorbono i raggi del sole e, di notte, non si raffreddano.
Inoltre, i motori delle automobili e dei condizionatori d’aria contribuiscono ad aumentare la temperatura media, mentre l’inquinamento atmosferico provoca un effetto serra locale che, sommato a quello globale, accresce i problemi respiratori.
 
ALCUNI CONSIGLI UTILI
I dati elaborati dai sistemi di emergenza sanitaria indicano, tra la popolazione anziana di età uguale o maggiore di 75 anni, un aumento degli arrivi al pronto soccorso e delle chiamate ai numeri di intervento medico urgente (soprattutto ambulanze), in particolare per cause direttamente collegate all’esposizione al caldo.
Per sapere cosa fare e come comportarsi a seconda dei diversi livelli di rischio per la salute causati dalle ondate di calore, è consigliato consultare lo specifico sito del Ministero della Salute (Ondate di calore) dove in modo chiaro sono riportati utili consigli per il cittadino.
Per difendere al meglio la propria salute durante i giorni caratterizzati dalle ondate di calore è comunque importante:
·    areare la casa durante la notte e il mattino presto, evitando l’ingresso diretto dei raggi di sole e, se possibile, mantenere fresca l’abitazione con l’aiuto di ventilatori e condizionatori. Questi ultimi devono essere controllati e soggetti a corretta manutenzione e pulizia prima della stagione calda per evitare che siano fonte di contaminazione da batteri; dentro casa è bene regolare la temperatura dei condizionatori intorno a 25-27 gradi centigradi (°C), in quanto un livello troppo basso rispetto alla temperatura esterna può essere dannoso per l’organismo a causa della forte differenza di temperatura nel passaggio dall’interno all’esterno (sbalzo termico). I ventilatori invece smuovono l’aria, ma non abbassano la temperatura; stimolano la sudorazione aumentando il rischio di disidratazione se non si compensa bevendo più acqua; per questo non vanno indirizzati direttamente sulla persona
·    uscire solo nelle ore più fresche, fino alle 11 di mattina e dopo le 18 di sera, possibilmente in aree verdi, dove sono presenti zone di ombra e anche fontane, fiumi o laghi
·    evitare di sostare e a lungo sotto il sole o di esporsi direttamente ai raggi solari, per evitare il colpo di calore e l’insolazione. I bambini fino ai 6 mesi non devono essere esposti ai raggi diretti del sole
·    programmare i viaggi in auto per evitare di restare a lungo sotto il sole, controllando le condizioni del traffico, evitando le ore più calde e facendo scorta di acqua. All’interno di un’automobile le temperature possono raggiungere velocemente valori molto elevati. Evitare di lasciare i bambini da soli in macchina, anche se per brevi soste: il colpo di calore nel bambino può verificarsi in soli 20 minuti
·    vestirsi con abiti comodi e leggeri, in fibre naturali (cotone, lino, etc.) e di colore chiaro aiuta a traspirare meglio e a non aumentare la temperatura del corpo; coprire il capo e utilizzare gli occhiali da sole sono altri utili consigli da seguire per proteggersi meglio dai raggi solari
·    fare particolare attenzione all’idratazione del corpo. Di norma è necessario bere almeno 2 litri di acqua al giorno, tranne non vi siano diverse indicazioni da parte del proprio medico. In caso di attività sportive o uso di farmaci diuretici è necessario aumentare la quantità di acqua per compensarne la perdita con il sudore ed evitare la disidratazione (quando la quantità di acqua persa dall’organismo è maggiore di quella assunta).  È sconsigliato l’uso di alcolici, vino, caffè, bevande zuccherate e gassate. Evitare l’uso di acqua o bevande ghiacciate soprattutto dopo esposizione al sole, durante o subito dopo i pasti per evitare la congestione
·    fare eventuale uso integratori di sali minerali solo dopo aver consultato il proprio medico curante
·    fare particolare attenzione all’assunzione di cibi adatti al caldo ed alimentarsi con una dieta corretta composta di pasti leggeri prevalentemente a base di frutta e verdura, non esagerare con i condimenti piccanti e preferire pesce e carni bianche (es: pollo, tacchino)
·    fare attenzione alla corretta temperatura di conservazione di cibi, bevande e farmaci (eventualmente utilizzare il frigorifero per quelli che devono essere conservati a temperature inferiori ai 30 gradi). Le temperature elevate favoriscono la contaminazione degli alimenti e aumentano il rischio di gastroenteriti e intossicazioni alimentari, specialmente nei bambini
Per le persone con malattie cardiologiche e pressione arteriosa alta (ipertensione) è consigliabile:

  • effettuare un controllo più frequente della pressione arteriosa nei periodi di temperature elevate e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia antiipertensiva
  • evitare soprattutto di notte il brusco passaggio dalla posizione orizzontale (a letto) a quella verticale (in piedi), che potrebbe causare anche perdita di coscienza, fermandosi in posizioni intermedie (ad esempio seduti al bordo del letto per alcuni minuti) prima di alzarsi in piedi
    Se nonostante tutte queste precauzioni e avvertenze, dovessero comparire uno o più disturbi (sintomi) come, ad esempio, elevata temperatura corporea (febbre), nausea, sete intensa, crampi, confusione mentale, svenimento, è bene trasportare la persona in un luogo fresco e ventilato, cercando di raffreddare il corpo più velocemente possibile (usando panni bagnati con acqua fresca), fare bere liquidi e sali minerali, chiamare il proprio medico curante, la guardia medica o i numeri di soccorso sanitario (118).
    Non somministrare mai farmaci per la febbre (come aspirina o tachipirina).