Toponimi peloritani di origine greca

di Carmelo Micalizzi

 

 

TOPONIMI PELORITANI DI ORIGINE GRECA

 

Pur non essendo ben delineati i rapporti tra antica colonizzazione greca e grecità post bizantina, la stratificazione toponomastica greca nella Sicilia nord-orientale è quella stimata di maggiore consistenza linguistica. Incerti sono il peso della ‘neoromanizzazione’, il grado di resistenza opposto dal latino e dalla tensione culturale dell’arabo1.

Conclusasi la dominazione bizantina, la lingua greca, nonostante la forte contendenza araba, va incontro a una rapida involuzione soprattutto per il ristagno delle relazioni con la madrepatria mentre subisce il processo erosivo delle aree ellenofone e il loro imbarbarimento lessicale.

Sono di origine greca i nomi di numerosi casali attigui a Messina, le ‘Forìe’, Corίa2, dominate dalla cima del monte Dinnammari, Dynamάrion, ‘ridotto fortificato, piccolo fortilizio’, che si eleva sulla città e sul suo territorio, e che svela una chiara origine dal tardo greco3. I toponimi rimandano talora al suggestivo capitolo delle paretimologie, le false etimologie, fascinose ma ingannevoli interpretazioni dell’origine dei nomi di luogo, preziosamente stimabili per le secolari radici e per le suggestioni mitografiche legate alle tradizioni locali.

Riguardo ai casali del territorio peloritano si possono elencare, con il compendio di note essenziali, i toponimi Altolia, Bordonaro, Briga, Camaro, Castanea, Cataratti, Cumia, Galati, Gesso, Mili, Rodia, Scala, Spartà, Tremestieri.

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