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Civiltà medica: 15 scrittori da tutta Italia a Gioiosa per il Book Festival

Civiltà medica: 15 scrittori da tutta Italia a Gioiosa per il Book Festival

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di giuseppe ruggeri

 

E’ giunto alla sua seconda edizione il “Gioiosa book festival”, svoltosi dal 2 al 6 maggio a Gioiosa Marea (Messina). Ideata un anno fa dal collega barcellonese Nino Genovese, medico anestesista, l’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale della cittadina tirrenica, ha potuto registrare anche stavolta un indubbio successo di pubblico e la presenza di numerose case della piccola e media editoria nazionale.
Quindici scrittori provenienti da tutta Italia si sono dati convegno presso il ridente lungomare e nei locali dell’elegante palazzo Benincasa, situato nel cuore del centro cittadino, per presentare le loro ultime opere. Non è mancato inoltre l’incontro di alcuni di loro (come Maria Antonietta Ferraloro e lo stesso Nino Genovese) con gli alunni e i docenti delle scuole locali. Centrale l’appuntamento con il genere giallo che ha registrato, tra l’altro, la presenza di Roberto Mistretta, giornalista de “La Sicilia” e autore di fama consolidata. Mistretta, siciliano di Mussomeli (Agrigento), è fresco vincitore del prestigioso concorso “Alberto Tedeschi”, bandito dalla Oscar Gialli Mondadori, per il suo ultimo giallo “La profezia degli incappucciati”, che verrà pubblicato a luglio con lo storico marchio editoriale.
Nino Genovese, da parte sua, ha presentato alla kermesse il proprio romanzo “Il guardiano del tempo”. Sequel della sua precedente fatica letteraria – “Il nonno è un pirata” dato alle stampe l’anno scorso – la vicenda narrata nel libro ha per protagonisti alcuni giovani i quali s’imbarcano in una fantasiosa avventura oltre le barriere del tempo, che li conduce fino all’antica Grecia, all’epoca della guerra di Troia. Il volume, raffinato nell’impaginazione e nei caratteri e impreziosito dalle illustrazioni di Roberta Guardascione, insegna alle giovani generazioni, cui è destinato, il valore della memoria e del sentimento d’appartenenza in un contesto dove il senso della storia sembra essersi smarrito in nome del dilagante immanentismo veicolato dai “social” di massa.