Quello che la foto non dice

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A CURA DI DANIELE PASSARO

 

 

Antelope Canyon
Buongiorno a tutti e ben trovati… torniamo alla nostra rubrica fotografica con un “must”: Antelope Canyon-
Già il nome è molto particolare ed evoca strane, incomprensibili commistioni (le Antilopi…Africa, i Canyon… America).
Quando vidi alcuni anni fa le prime foto di questo posto, mi tuffai nella ricerca.
Volevo sapere dov’era perchè dovevo andarci, quel posto volevo fotografarlo anche io.
Le prime domande sono state:
Ma di cosa si tratta? Che posto sarà mai e dove si trova?
E’ presto detto: è un sistema complesso di canyon sito negli Stati Uniti ed è il luogo che si stima sia tra i più fotografati al mondo.
Si trova in terra Navajo vicino a Page in Arizona..
Wikipedia ci dice che:” L’Antelope Canyon consiste di due formazioni separate, chiamate Antelope Canyon superiore e Antelope Canyon inferiore. I due tratti sono separati dalla strada 98. Il rift che ha generato i due canyon, nel suo percorso verso il lago Powell trova per primo uno sbarramento costituito da una formazione di arenaria posta trasversalmente al suo percorso. Qui genera l’Antelope Canyon superiore (Upper Antelope Canyon) lungo solamente duecentosettanta metri, più agevole e facile. Proseguendo l’avvicinamento verso il lago, dopo cinque chilometri circa verso nord, l’erosione penetra nel terreno generando il più lungo e meno agevole Antelope Canyon inferiore (Lower Antelope Canyon) lungo oltre quattro chilometri. Entrambi i tratti, visitabili solo con l’assistenza delle guide Navaho, costituiscono una vera meraviglia della natura, e sono una vera sfida per i fotografi a causa delle difficili condizioni di luce. Violente piogge, anche molto distanti dal sito, possono infatti provocare improvvise e pericolose inondazioni con scarso o nullo preavviso.”
Potevo mai non andarci? E andandoci potevo mai accontentarmi del tratto breve e facile?
Ovviamente no e così – mentre giravamo per i parchi del West (la vera America), abbiamo raggiunto il Lower Antelope Canyon.
Attraverso una ripidissima scaletta siamo scesi tra queste gole di arenaria coloratissime e sinuose, laddove il passaggio è spesso quasi impossibile.
L’atmosfera è carica di polvere ed è calda, è difficile muoversi e, paradossalmente, quasi impossibile fotografare perchè i giochi di ombre scurissime e di luci (a volta abbacinanti e mutevoli quanto mai) rendono questo luogo incredibile difficilissimo anche per fotografi esperti.
C’è infatti il serio rischio di bruciare la foto o di farla troppo scura.
Pensate poi che – sorprendentemente – non troverete due foto eguali perché gli angoli di ripresa sono talmente vari che è solo la fantasia che guida il fotografo, e io fantasia ne avevo tanta.
Risalire alla luce dopo avere camminato per 4 km tra queste meraviglie ad ogni angolo mutevoli e affascinanti e dopo avere  fotografato questo luogo fiabesco è stato come svegliarsi (male) da uno dei più bei sogni che si possano fare.
Del sogno non resta quasi nulla mentre di Antelope Canyon mi sono rimaste decine di foto ed una è tutta per voi.
Per chi fosse interessato ecco i dati di scatto:
Nikon D800 Iso 100, 1/2 sec. f/14 24 mm – Nikon 20-70 F.2.8