Nuovi propositi per il 2020: più sport più materia grigia

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Il nuovo anno si apre all’insegna dei buoni propositi e con la promessa di fare più sport. A tal proposito la scienza offre una ragione ulteriore per praticare del movimento, una semplice equazione: più sport più materia grigia.

A dimostrarlo è un nuovo studio condotto da scienziati del German Center for Neurodegenerative Diseases e pubblicato su ‘Mayo Clinic Proceedings’ proprio all’indomani del Capodanno.

Stando ai risultati della ricerca, l’ideale per il 2020 dovrebbe essere quello di andare in bici, ma anche di cominciare a correre oppure camminare a passo veloce, o comunque scegliere un qualsiasi esercizio che faccia ‘battere il cuore’. Secondo gli autori del lavoro, infatti, è l’esercizio cardiorespiratorio che non solo aiuta a restare in forma, ma è un ‘allenamento’ anche per la mente. Lo studio, condotto su 2.013 adulti di due coorti indipendenti nella Germania nord-orientale, porta nuove evidenze di un’associazione fra questo tipo di attività fisica ed effetti positivi nel volume totale del cervello e in particolare nella materia grigia. Il focus, spiegano gli esperti, è inoltre su regioni cerebrali coinvolte nel declino cognitivo e nel processo di invecchiamento. Il volume della materia grigia è importante, argomentano, in quanto sembra essere correlato con varie abilità e capacità cognitive.

I partecipanti alla ricerca sono stati esaminati in più fasi dal 1997 al 2012. Il fitness cardiorespiratorio è stato misurato utilizzando il picco di assorbimento di ossigeno e altri standard valutati mentre le persone utilizzavano una cyclette. I dati cerebrali sono stati acquisiti tramite risonanza magnetica. Quello che è stato osservato è che l’esercizio cardiorespiratorio sembra rallentare il declino della materia grigia. Per il neurologo della Mayo Clinic, Ronald Petersen, autore di un editoriale sulla ricerca in questione, la caratteristica “più sorprendente” dello studio è l’effetto misurato sulle strutture cerebrali coinvolte nella cognizione, piuttosto che sulla funzione motoria. “Un altro aspetto importante – aggiunge – è che questi risultati possono applicarsi anche ai più anziani”.

Sembra confermarsi, chiariscono gli scienziati, un effetto protettivo dell’attività fisica contro il declino cognitivo. I dati emergenti, riflette Michael Joyner, anestesista e fisiologo della Mayo Clinic, “dimostrano che l’attività fisica e il fitness sono associati a una migliore funzione dei vasi sanguigni cerebrali. Questo lavoro è importante per via dei dati volumetrici che mostrano un effetto sulla struttura del cervello”.

Secondo gli esperti, è dunque raccomandabile un esercizio moderato e regolare di circa 150 minuti alla settimana. Una buona forma cardiorespiratoria comporta anche altre buone abitudini, aggiungono: non fumare, mangiare sano, tenere sotto controllo il peso, evitare l’ipertensione, ridurre gli zuccheri nel sangue e tenere a bada i livelli di colesterolo.

(Fonte: La Sicilia)