Views: 6 Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Messina, preso atto che: da alcuni giorni circolano sui social-media video e messaggi di avvocati che, approfittando dell’emergenza Covid 19, pubblicizzano specifiche competenze dei propri studi, dispensando talvolta anche consigli legali non sempre esaustivi e corretti, tali peraltro da integrare forme di pubblicità fuori dai doverosi limiti; in taluni casi, sono offerte prestazioni per contrastare l’emergenza e addirittura a sollecitare, da parte dei familiari delle vittime, azioni risarcitorie e/o penali contro Ospedali, Medici ed Infermieri, ossia contro coloro che in questo momento mettono a repentaglio la propria vita per salvare quella del prossimo; in talaltri casi, offrono assistenza a titolo gratuito ai sanitari per ogni possibile conseguenza legale che dovessero subire o per ogni possibile problema giuridico che dovessero affrontare in conseguenza delle condotte tenute nella emergenza sanitaria che interessa; il contenuto, i termini e le modalità con cui tali messaggi sono formulati e diffusi, spesso integrano evidenti violazioni del nostro codice deontologico, ritenuto che dietro l’intento filantropico è possibile rinvenire il tentativo di accaparramento di clientela e pubblicità fuori dai canoni consentiti all’Avvocato dal Codice Deontologico Forense, tanto più gravi ed inaccettabili, visto il contesto di emergenza sanitaria quale ci troviamo ad affrontare, con i medici ed i sanitari in prima linea; tali condotte rappresentano una palese violazione dell’alta dignità e responsabilità della categoria cui apparteniamo, di fronte alla Costituzione, a tutte le Istituzioni ed in primis alla Comunità tutta, e gettano un velo di discredito sull’Avvocatura che, viceversa, partecipa a questa tragedia nazionale con senso di responsabilià e vicinanza alle professioni sanitarie che tanto si stanno prodigando per la collettività, pagando anche un pesante tributo in termini di perdite umane; in questo momento – in particolare – è richiesto ad ogni Avvocato non solo l’ovvio rispetto delle norme deontologiche, ma […]